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GINEVRA
15.08.18 - 18:350
Aggiornamento : 21:59

«Omeopatia contro l'omosessualità», indagato un medico

Alcune frasi del dottore francese, che esercita a Ginevra e Losanna, sono finite sotto la lente delle autorità che hanno aperto un'inchiesta

GINEVRA - Un medico generico e omeopatico francese che esercita nei cantoni di Ginevra e Vaud spiega sul suo sito internet che esistono rimedi omeopatici contro l'omosessualità: dopo notizie di stampa che segnalavano il fatto, il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia, responsabile della Sanità, ha ordinato un'inchiesta.

In una intervista al giornale locale "Le Courrier", Poggia afferma di aver «chiesto alla commissione di sorveglianza delle professioni sanitarie di aprire un'indagine». Secondo il consigliere di Stato, il fatto che il medico sembri pensare che l'omosessualità è una malattia da guarire è «un elemento sufficiente per aprire un'inchiesta».

Il francese beneficia a Ginevra di un'autorizzazione a praticare quale medico generico. Nel canton Vaud non ha invece avuto bisogno di ottenere un analogo permesso, dal momento che pratica a Losanna solo come omeopata.

Sul suo sito internet il medico sostiene che l'omosessualità «non è una patologia, ma un sintomo particolare» di pazienti «borderline (secondo la classificazione psicologica classica...)» o «tubercolinici (secondo la classificazione dell'omeopatia diatesica...)». E consiglia come rimedio granuli diversi a seconda che i pazienti siano maschi o femmine: Argentum nitricum, Pulsatilla o Platina per i ragazzi, Lachesis, Sepia o Natrum muriaticum per le ragazze.

Le sue singolari considerazioni sarebbero online già dal 2009, ma sono state divulgate solo di recente, dapprima su reti sociali da internauti scioccati e poi ripresi nei giorni scorsi da FranceInfo e quindi da vari media romandi.

Interrogato ieri sera dal telegiornale "19.30" della RTS, il medico ha ribadito la sua tesi: «L'omosessualità è un sintomo come un altro, come potrebbe esserlo il mal di testa o il raffreddore del fieno eccetera. Non capisco bene dove sia il problema».

La commissione di sorveglianza delle professioni sanitarie e dei diritti dei pazienti ginevrina dovrà esaminare se questa opinione sia indipendente dalla sua attività medica, se c'è messa in pericolo dei pazienti e se il dottore abbia esercitato una pratica illegale della medicina, ha detto Mauro Poggia. La commissione può infliggere sanzioni o anche proporre al consigliere di Stato responsabile della Sanità una radiazione del medico.

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