ARGOVIA / SPAGNA
08.11.17 - 10:500
Aggiornamento : 14:23

Uccide il figlio malato. «L’ho già perdonata»

All’inizio del 2014 Katharina Katit-Stäheli sgozzò il figlio di un anno. Lunedì è stata condannata a 11 anni. Il padre "assolve" la figlia per il terribile gesto, di cui la donna «non ricorda molto»

SING - In seguito alla tragica storia del piccolo Dylan, sgozzato dalla madre all'inizio del 2014, di cui abbiamo riferito lunedì (vedi articolo correlato), il padre della donna, oggi 44enne, ha deciso di rompere il silenzio dopo quattro intensi anni. Al "Blick" ha infatti dichiarato di essere contento che Katharina sia stata finalmente giudicata.

Il dramma iniziò nel 2013. Il bambino, che soffriva di idrocefalia, avrebbe dovuto essere sottoposto a un’operazione, ma la madre si oppose essendo contraria alla medicina tradizionale. Quando i medici vollero costringerla ad operarlo, fuggì in Spagna, dove però fu fermata dalla polizia e, visto lo stato di salute del piccolo, portata all’ospedale di Torrevieja (cittadina non lontana da Alicante). Qui - è l’inizio del 2014 - la donna taglia la gola al bimbo e cerca poi, invano, di suicidarsi.

Il padre ha aiutato la figlia - Anche il padre della donna, Othmar Stäheli, ha avuto il proprio ruolo in tutto ciò. Ha infatti nascosto la figlia e il nipote per giorni a Bülach (ZH), fornito un’auto per la fuga e pure un cellulare. Il tutto è stato appurato dalla Procura di Zurigo, che ha però sospeso la procedura a suo carico.

Negli ultimi giorni, la svolta. La figlia è infatti stata condannata per aver ucciso il proprio figlio. L’accusa chiedeva 17 anni di reclusione, ma il disturbo della personalità che le è stato riconosciuto ha contribuito a mitigare la pena a 11 anni. La donna afferma infatti di non ricordare molto dell'accaduto, e addirittura di aver ucciso Dylan perché temesse che i medici potessero fare degli esperimento con lui.

La Svizzera meglio della Spagna - Katharina dovrà dunque rimanere in carcere ancora 7 anni e vorrebbe trascorrere i suoi giorni in Svizzera. «Sarebbe la miglior soluzione per lei» afferma il padre. «Non si trova bene in Spagna. Mi manca e sarei felice se potesse scontare la pena vicino a dove vivo». L'uomo dichiara inoltre di aver perdonato la figlia per ciò che ha fatto.

Dal canto suo, la figlia non ha invece mai mostrato alcun pentimento verso il terribile gesto compiuto. «L’unica cosa di cui si pente, è di non essere morta con lei», conclude Stäheli.

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