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SVIZZERA / CANADA
30.09.14 - 14:440
Aggiornamento : 24.11.14 - 10:12

20 anni fa il dramma che sconvolse la Svizzera

Il 30 settembre partirono i massacri dell'Ordine del tempio solare, che fecero 74 morti in pochi anni

BERNA - Il 5 ottobre 1994, la notizia dei massacri dell'Ordine del tempio solare (OTS) a Cheiry (FR) e Salvan (VS) lasciava allibita e costernata l'opinione pubblica svizzera. La vicenda ebbe però inizio alcuni giorni prima in Canada, il 30 settembre, esattamente vent'anni fa. Oggi sussistono ancora numerose zone d'ombra.

Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1994, 25 persone muoiono carbonizzate in due chalet di Salvan, altre 23 soffocate o crivellate di colpi in una fattoria di Cheiry. Nel contempo, altri cinque cadaveri sono scoperti a Morin Heights, nel Quebec. Il 23 dicembre 1995 sono rinvenuti nel massiccio francese del Vercors i corpi di 16 membri dell'OTS. Infine, il 23 marzo 1997 i resti carbonizzati di cinque persone sono trovati a Saint-Casimir, ancora nel Quebec. Bilancio totale: 74 morti, fra cui 30 svizzeri, 30 francesi e 10 canadesi.

Poiché i cadaveri degli istigatori dei massacri - il capo della setta apocalittica Joseph Di Mambro e il "guru" Luc Jouret, un medico belga - sono stati ritrovati, le inchieste sono archiviate con un non luogo a procedere. In Svizzera e in Canada, nessuno è incriminato.

Caso complesso - "Ho subito avvertito la complessità del caso", ha detto all'ats il giudice istruttore vallesano Jean-Pascal Jacquemet. Quest'ultimo, di picchetto quella sera, si ricorda di essere stato chiamato a Salvan per un incendio. Il giorno seguente, le autorità canadesi annunciavano la scoperta dei cinque cadaveri carbonizzati a Morin Heights.

Dall'inchiesta si apprenderà che il 30 settembre, uno svizzero di 35 anni, sua moglie britannica, e il loro figlioletto di tre mesi erano stati assassinati in una casa appartenente a Di Mambro e il 4 ottobre un incendio aveva distrutto sempre a Morin Heights le case adiacenti dei due fondatori dell'OTS, lo stesso Di Mambro e Jouret. Una coppia svizzera era stata ritrovata morta e dalle indagini si scoprirà che l'uomo è uno degli assassini del 30 settembre.

Per gli inquirenti non c'è più alcun dubbio: l'Ordine del tempio solare è responsabile di questo massacro. I suoi membri sembrano essersi volontariamente dati la morte per raggiungere un'altra dimensione. Tuttavia molti interrogativi rimangono aperti.

A Salvan, le vittime avevano assunto medicamenti derivati dal curare, una sostanza estratta da alcune liane dell'Amazzonia, che provoca la paralisi dei muscoli. I corpi non presentavano tracce di violenza. A Cheiry, invece, su 20 delle 23 vittime sono stati ritrovati gli impatti dei colpi d'arma da fuoco, quasi tutti alla testa. Una parte delle pallottole è stata sparata con una pistola poi rinvenuta a Salvan.

Inizi dell'Ordine - Anche le cause di questi drammi rimangono oscure. Tutto ha inizio negli anni '80. Le conferenze del naturopata Jouret seducono persone inclini all'esoterismo e che temono l'apocalisse. Nel 1983, a Ginevra, viene creato un ordine che riunisce diversi gruppi esoterici. Fra i fondatori: oltre a Jouret, il noto truffatore franco-canadese Di Mambro.

Nel 1990, la setta prende il nome di Ordine del tempio solare (OTS) e recluta centinaia di membri, soprattutto in Francia, Svizzera e Canada. I dirigenti diffondono idee come la prossimità dell'apocalisse e il transito verso un altro mondo. Attraverso articoli sulla stampa e spot pubblicitari, l'OTS dà l'immagine di una comunità felice di uomini e di donne, vicina alla terra e alla natura. Nello stesso tempo i "guru" preparano i suicidi collettivi, che si verificheranno tra il 1994 e il 1997.

Oltre a questi motivi mistico-esoterici, alle tragedie ha pure contribuito il fatto che dopo la condanna in Canada di membri della setta per detenzione illegale di armi, alcuni sponsorizzatori hanno cominciato a prendere le distanze dall'OTS. In mancanza di fondi, i dirigenti hanno allora anticipato l'addio a questo mondo.

Drammi del passato - A Salvan, come a Cheiry, non rimane più traccia dei drammi. Gli chalet e la fattoria, che sono serviti quale luoghi delle tragedie, sono stati rasi al suolo. Al loro posto sono state costruite nuove abitazioni. Nulla sembra ricordare quei tragici eventi.

"È stato un dramma", riconosce il sindaco di Salvan, Roland Voeffray. Ma in definitiva, nessuno né parla più nel villaggio. La pagina è stata girata, anche se diversi interrogativi rimangono tra le famiglie delle vittime. Jean-Pascal Jacquemet le ha ascoltate più volte durante le indagini. Sebbene i famigliari non abbiano avuto tutte le risposte, il giudice spera almeno di aver potuto riconfortarli.

Ats

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