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SVIZZERA
27.01.22 - 08:030

Simboli nazisti: «La leggerezza si è diffusa»

I consiglieri nazionali del PS e del centro chiedono il divieto di simboli come la svastica e il saluto nazista.

Ma la misura avrebbe solamente un effetto parziale, secondo la destra e gli esperti di violenza

BERNA - Durante la pandemia i simboli nazisti sono emersi più volte. Alcuni oppositori delle misure intraprese dai governi durante la pandemia hanno manifestato utilizzando saluti nazisti e stelle Ebree con la scritta "non vaccinati".  

Tuttavia l'uso dei simboli, che provengono da uno dei più grandi crimini della storia dell'umanità, rimane impunito. L'uso e la divulgazione sono punibili solamente se simboleggiano un'ideologia razzista e viene promossa pubblicamente. Un atteggiamento nazista non è sufficiente. 

Mercoledì la Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI) ha chiesto un divieto dei simboli nazisti. L'uso di questi ultimi è aumentato notevolmente negli ultimi anni, ha dichiarato a 20 Minuten il presidente dell'FSCI Jonathan Kreutner. «Che si tratti dei saluti nazisti in pubblico o delle stelle ebraiche utilizzate durante le manifestazioni contro le misure legate alla pandemia». 

Tre mozioni per il divieto sono già pendenti in Consiglio nazionale. La consigliera nazionale Marianne Binder-Keller (PPD) chiede una base giuridica indipendente. La misura dovrebbe proibire e punire l'uso di simboli nazionalsocialisti noti al popolo, così come gli oggetti che li raffigurano, tra cui gesti, slogan, saluti, segni, bandiere e immagini. 

I consiglieri nazionali del PS Angelo Barrile e Gabriela Suter hanno presentato iniziative parlamentari. Marianne Binder-Keller si aspetta che il parlamento voti a favore. In effetti, le iniziative del PS e del centro mostrano un sostegno trasversale.

Dopo la seconda guerra mondiale, i simboli nazisti erano completamente tabù nella società, ricorda Binder-Keller. «Sempre più spesso, si è insinuata una disinvoltura e una scarsa conoscenza della storia, come è successo ora in modo scioccante con le manifestazioni durante la pandemia. 

Diverse organizzazioni si battono per un memoriale dell'Olocausto a Berna. Binder-Keller: «Se si erige un monumento in memoria di un crimine storico, si può anche vietare tutto ciò che lo deride».

In Germania, usare simboli del nazionalsocialismo comporta una multa o una pena detentiva fino a tre anni. Tuttavia, l'esperto del tema della violenza Dirk Baier prevede un basso effetto preventivo nel caso di un divieto. Questo è dimostrato, per esempio, dalle cifre in Germania. «Migliaia di crimini analoghi sono registrati nel paese ogni anno». A suo parere, tuttavia, un divieto dei simboli non dovrebbe essere giustificato principalmente da motivi di prevenzione. «Ma piuttosto con il fatto che rappresentano un pericolo per la convivenza democratica e pacifica e una società non può tollerare tutto questo». Gli esperti legali, tuttavia, non sono d'accordo (vedi box). 

Lo stato di diritto deve vietare i simboli nazisti? 

L'esperto zurighese di diritto penale David Gibor difende divieto dei simboli nazisti. Si riferisce alla norma penale contro la discriminazione razziale, che rende punibili gli atti antisemiti e razzisti. L'obiettivo è quello di proteggere la dignità umana e la pace pubblica. «È quindi coerente che lo Stato costituzionale indifeso proibisca non solo le attività di carattere disumano, ma anche i simboli che caratterizzano l'ostilità di gruppo».

Sergio Giacomini, avvocato svittese, è invece scettico. «Il diritto penale è l'ultima risorsa e dovrebbe essere usato solo quando altri sforzi hanno fallito». Egli ritiene che l'educazione, la sensibilizzazione e l'esclusione sociale dell'estremismo di destra siano più efficaci dal punto di vista di un ordine sociale liberale. Tuttavia, non vede la libertà di espressione colpita nel caso di un tale divieto. «Una svastica o il saluto nazista non è un'espressione di opinione, ma un messaggio di odio destinato a ferire o denigrare qualcuno».

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