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GINEVRA
14.12.21 - 11:400

Cassis: «Non bisogna abbandonare i rifugiati per la pandemia»

Il consigliere federale ritiene essenziale una distribuzione dei migranti «più equa».

Nel mondo ci sono quasi 85 milioni di rifugiati e di persone costrette a fuggire da situazioni di conflitto o da disastri. Più dell'85% di loro si trova in paesi in via di sviluppo.

GINEVRA - I governi non devono «abbandonare» i rifugiati nonostante gli effetti della pandemia. In apertura del Forum globale sui rifugiati, il consigliere federale Ignazio Cassis ha osservato che una distribuzione «più equa» e «più prevedibile» dei migranti è essenziale.

«I rifugiati, gli sfollati e tutti coloro che vivono in aree di crisi stanno sopportando il peso delle conseguenze economiche e sociali» della pandemia. Come il resto della popolazione, anche loro sono direttamente colpiti dal virus, ha detto Cassis a Ginevra, in apertura dell'incontro virtuale di due giorni organizzato dalla Svizzera e dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Il Forum globale sui rifugiati è stato lanciato quattro anni fa dall'Assemblea generale dell'ONU. Uno degli obiettivi è di raggiungere una migliore distribuzione degli oneri e delle responsabilità per soddisfare le esigenze dei rifugiati in modo adeguato.

Nel mondo ci sono quasi 85 milioni di rifugiati e di persone costrette a fuggire da situazioni di conflitto o da disastri. Più dell'85% di loro si trova in paesi in via di sviluppo.

Interventi «contrastanti» - Citando un rapporto dell'UNHCR, il ticinese ha accolto con favore la triplicazione del numero di partner attivi per queste persone tra il 2016 e il 2020. Il sostegno ai paesi a basso reddito è aumentato e la comunità internazionale ha adattato la sua risposta nonostante la pandemia.

Il capo del Dipartimento degli affari esteri (DFAE) ha chiesto l'estensione del sostegno congiunto ai rifugiati e ai paesi che li ospitano. Gli oltre 1'300 impegni presi al primo Forum globale sui rifugiati a Ginevra nel 2019 devono essere attuati in modo mirato di fronte alla pandemia. Gli Stati devono chiedersi dove può essere offerta ulteriore assistenza per gli effetti del coronavirus.

L'implementazione del Forum globale è «contrastata», ha osservato l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi. Mentre la collaborazione tra i diversi attori si è ampliata, «i paesi con meno risorse continuano ad avere la maggiore responsabilità».

Azioni svizzere - Da parte sua, la Svizzera ha rispettato diversi impegni presi nel 2019. Ha lanciato il Centro mondiale di Ginevra per l'educazione nelle situazioni di emergenza, allo scopo di attirare ulteriori finanziamenti per i bambini vittime di spostamenti forzati.

Più recentemente, la Confederazione ha organizzato, in collaborazione con l'UNHCR, un ente che si prefigge di sfruttare le nuove tecnologie in favore dei rifugiati. Il consigliere federale ha inoltre ricordato che fino a 1600 persone saranno reinsediate in Svizzera nei prossimi due anni da un paese che le ospita.

La discussione dovrebbe ora concentrarsi sulla pandemia, sugli effetti del cambiamento climatico sui rifugiati e gli sfollati e sulle piattaforme regionali per sostenere il Forum globale. Ma dovrebbe anche affrontare la questione dei reinsediamenti, che secondo l'ONU è largamente insufficiente.

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