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SVIZZERA
07.12.21 - 14:030
Aggiornamento : 18:20

Emergenza Covid, 2'500 militari entrano in azione

Alta tensione nelle strutture ospedaliere: il Consiglio federale mette migliaia di militi a disposizione dei Cantoni.

Nel nostro Paese 23 ospedali non hanno più letti liberi, evidenzia Andreas Stettbacher, incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato.

BERNA - I militari tornano protagonisti della strategia nazionale anti-pandemica. Lo annunciano oggi in conferenza stampa gli esperti della taskforce scientifica anti Covid-19. Questo, in virtù della fragile situazione epidemiologica attuale, in costante peggioramento da ormai un mese.

Il virus oggi - Il tasso di mortalità è in aumento, con un raddoppio dei decessi ogni due settimane, spiega Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive in seno all'UFSP.  La variante Omicron si sta espandendo, anche se su scala limitata, aggiunge, ed è ancora la Delta a predominare. Tanti casi anche nelle scuole, sottolinea Rudolf Hauri, Presidente dell'Associazione svizzera dei medici cantonali: «Il tasso di positività nelle scuole del canton Zugo è ora tra le 20 e le 30 volte più alto di prima».

Cifre record - «Attualmente siamo ai massimi storici dei contagi da inizio pandemia», aggiunge Urs Karrer, vicepresidente della taskforce scientifica. «Stimiamo che attualmente ci siano tra le 100mila e le 200mila persone infette in Svizzera» e «dobbiamo il fatto che la situazione ospedaliera non è ancora crollata al personale sanitario e alle vaccinazioni». Secondo Karrer la soglia massima potrebbe essere superata questo mese, si rischia dunque di dover ricorrere al triage e di dover rinviare anche gli interventi urgenti. 

Possibili ulteriori restrizioni - Rudolf Hauri espone le nuove misure che potrebbero essere introdotte se la situazione non migliora: estensione del requisito di mascherina all'interno e all'esterno, introduzione del requisito 2G plus, ossia limitare alcune attività alle persone vaccinate e guarite che sono anche state testate, limiti di capacità, chiusure. 

Terapia intensiva - In Svizzera sono attualmente 23 gli ospedali che non dispongono più di posti letto di terapia intensiva, evidenzia Andreas Stettbacher, medico in capo dell'Esercito svizzero e incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato. Colpiti in particolare i cantoni Zurigo e Ginevra, dove il tasso di occupazione arriva rispettivamente al 97 e al 90%. Stamattina a livello nazionale erano liberi 167 posti letto di cure intense di riserva. Se questa riserva dovesse però scendere sotto i 150, bisognerebbe militare i cosiddetti letti ad hoc, che però non sono della stessa qualità.

Al massimo 2'500 militi - A causa dell’alto numero di casi e della situazione negli ospedali, il Consiglio federale non esclude che i Cantoni potranno avere problemi con le risorse disponibili. I Cantoni Giura Neuchâtel e Vallese hanno già chiesto aiuto. Il Consiglio federale ha così deciso di introdurre un nuovo servizio d’appoggio dell’esercito a favore delle autorità civili. Saranno impiegati al massimo 2'500 militari che potranno, da qui a fine marzo 2022, fornire supporto agli ospedali nella cura e nel trasporto di pazienti nonché ai Cantoni nella vaccinazione. Il ricorso ai militari avviene su richiesta dei Cantoni e qualora i mezzi civili non fossero sufficienti.

Requisiti da soddisfare - In occasione della presentazione delle loro richieste, i Cantoni dovranno dimostrare di aver esaurito tutti i mezzi e gli strumenti civili a loro disposizione, ossia i mezzi della protezione civile, del servizio civile, dei pompieri e quelli del settore privato. Occorrerà tra l’altro comprovare che non è possibile reclutare personale supplementare sul mercato del lavoro, che la possibilità di impiegare disoccupati è stata esaurita e che gli studenti in medicina, i samaritani e gli altri volontari contattati non sono più disponibili. Sarà inoltre necessario dimostrare che altre strutture sanitarie non possono più accogliere pazienti e che gli interventi medici non urgenti devono essere rinviati per poter garantire delle disponibilità.

Poiché il servizio d’appoggio durerà più di tre settimane, dovrà essere approvato dall’Assemblea federale. A tale riguardo il Consiglio federale adotterà un messaggio all’attenzione del Parlamento

Le prestazioni dei militi potranno riguardare i seguenti ambiti:

  • Supporto nella cura e nella vaccinazione

  • Supporto nel trasporto dei pazienti Covid

  • Sostegno nelle unità di terapia intensiva

  • Supporto materiale


È il momento delle domande dei media: 

Quando potranno entrare in azione i militari?
Se il Consiglio federale approva l'operazione, possiamo iniziare nelle prossime 24-48 ore.

Che ne è del vaccino per i bambini sotto i 12 anni? 

Masserey: «Swissmedic sta esaminando la documentazione. Non appena questa revisione sarà completata, approveremo il vaccino».

Perché il prezzo di una dose di vaccino si sta alzando da 5 a 25 franchi?
Masserey: «Abbiamo calcolato i prezzi più di un anno fa. Abbiamo puntato su due tipi di vaccino, e si tratta dei due più costosi. Ecco il perché i prezzi sono aumentati». 

Presenti alla conferenza stampa:

Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive in seno all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP)

Andreas Stettbacher, medico in capo dell'Esercito svizzero e incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato

Urs Karrer, Vicepresidente della taskforce scientifica nazionale anti Covid-19

Rudolf Hauri, Medico cantonale di Zugo, Presidente dell'Associazione svizzera dei medici cantonali

Raynald Droz, Capo di Stato maggiore del Comando Operazioni

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