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03.12.21 - 14:030
Aggiornamento : 16:08

Ecco le nuove misure decise dal governo

Nuove restrizioni contro il Covid: è iniziata la conferenza stampa da Palazzo Federale. Segui la diretta

Stop alle quarantene dai paesi a rischio, ma viene esteso l'obbligo della mascherina e del certificato, senza deroghe per le manifestazioni sportive o culturali

BERNA - La consultazione si è conclusa a tempo record. Ventiquattrore per ricevere i pareri dei Cantoni, altre ventiquattro per pensarci su, e oggi la decisione, anticipata già ieri da alcune indiscrezioni. Il Consiglio federale annuncia oggi le nuove misure anti-Covid, forte della vittoria al referendum e di contagi in rapida crescita. 

Il volto del governo è quello del ministro della salute Alain Berset, che si è presentato da solo nella sala stampa di Palazzo Federale. I temi sul tavolo sono noti: estensione dell'obbligo di mascherina, restrizioni alle riunioni private, limiti ai grandi eventi, telelavoro. Da lunedì 6 dicembre, ha deciso il governo, saranno estesi l’obbligo del certificato e l’obbligo della mascherina, rafforzata la raccomandazione del telelavoro e ridotta la durata di validità dei test antigenici rapidi. Inoltre, le manifestazioni e le strutture soggette all’obbligo del certificato avranno la possibilità di limitare l’accesso alle persone vaccinate o guarite e quindi di rinunciare all’obbligo della mascherina.

Con queste contromisure il Consiglio federale intende reagire al forte aumento dei pazienti Covid ricoverati negli ospedali e alla comparsa della variante Omicron. I nuovi provvedimenti resteranno in vigore fino al 24 gennaio 2022. Sarà inoltre inasprito il regime dei test per chi entra in Svizzera. In compenso, da domani (4 dicembre 2021) saranno stralciati tutti i Paesi dall’elenco degli Stati e delle regioni per i quali vige l’obbligo della quarantena.

Estensione dell'obbligo del certificato - Tra le misure annunciate oggi figura l'obbligo di presentare il certificato sarà esteso a tutte le manifestazioni pubblicamente accessibili che si svolgono al coperto, così come a tutte le attività sportive e culturali amatoriali che si tengono al chiuso. L'eccezione per i gruppi fino a 30 persone viene così soppressa.

Vengono invece eliminate, considerato che coloro che volevano farsi vaccinare hanno potuto farlo, tutte le restrizioni di capacità decise in base alla legge Covid-19, soprattutto nei luoghi chiusi. Per gli eventi all'aperto, il limite per l'obbligo del pass covid scende da 1000 e 300 partecipanti.

Per quanto riguarda il ricorso al pass covid, rispetto alle misure inviate martedì in consultazione c'è una importante novità: alle riunioni private - in famiglia o tra amici - in spazi chiusi alle quali partecipano più di 10 persone il certificato non sarà imposto; è comunque fortemente raccomandato.

Mascherina quasi ovunque - Altro provvedimento deciso dal governo: la mascherina dovrà essere portata negli spazi interni delle strutture pubblicamente accessibili, incluse le manifestazioni al chiuso ma non le riunioni private, in cui vige l'obbligo del certificato covid.

Dove non è possibile mettere una mascherina protettiva sono previsti provvedimenti alternativi. Nei ristoranti si potrà consumare solo restando seduti. Nel caso in cui non si possa indossare la mascherina, per esempio durante attività culturali e sportive, vanno registrati i dati di contatto.

"2G" - Da notare anche che per tutte le strutture pubbliche soggette all'obbligo del certificato e tutte le manifestazioni al chiuso e all'aperto è inoltre prevista la possibilità di limitare l'accesso alle persone vaccinate e guarite (il cosiddetto dispositivo "2G", dal tedesco "geimpft" e "genesen") e di rinunciare all'obbligo della maschera. Questa misura è stata pensata anche per le discoteche, dove è difficile immaginabile di consumare restando seduti a un tavolo.

La possibilità del "2G" si giustifica col fatto che le persone vaccinate e guarite sono significativamente meno contagiose. In caso di infezione hanno inoltre una probabilità molto alta di essere protette da un decorso grave o dall'ospedalizzazione.

Per rendere facilmente identificabili le persone che dispongono di un certificato sanitario "2G", l'app "Covid Cert" per smartphone sarà aggiornata. La nuova versione sarà pronta il 13 dicembre. Nel frattempo la verifica dovrà essere fatta manualmente.

Al lavoro ma non a scuola - È previsto anche un rafforzamento delle misure sul posto di lavoro. Per ridurre i contatti sul posto di lavoro viene fortemente raccomandato il telelavoro, ma non ci sarà alcun obbligo: i Cantoni e le parti sociali si sono espressi a larga maggioranza contro. Dal punto di vista epidemiologico una regola vincolante sarebbe tuttavia più efficace, afferma il governo. Altra novità: tutti i dipendenti devono indossare la mascherina negli spazi chiusi, se sono presenti più persone.

Il governo rinuncia invece ai test nelle scuole, visti i pareri contrari di 17 Cantoni su 26. L'esecutivo resta però convinto dell'efficacia dei test ripetuti allo scopo di interrompere le catene di trasmissione. «È una decisione che deploriamo come governo, perché eravamo convinti dell'utilità di questa misura. Ma i cantoni non ne hanno voluto sapere». 

Circa la validità dei certificati sanitari ottenuti grazie a un tampone, solo quelli generati da un test rapido saranno valevoli 24 ore in meno (ossia 24 ore invece di 48). I test PCR continuano ad essere validi per 72 ore.

Doppio test per chi viaggia - Nella sua seduta il Consiglio federale ha anche modificato le disposizioni per l'entrata in Svizzera. Da domani saranno stralciati tutti i Paesi dall'elenco degli Stati e delle regioni per i quali vige l'obbligo della quarantena. Chi entra nel nostro Paese dovrà però sottoposti a un doppio test: uno PCR prima dell'arrivo in Svizzera e un secondo - PCR o antigenico rapido - tra il quarto e il settimo giorno dopo l'entrata. In questo modo si può identificare le persone che sono state contagiate poco prima o durante il viaggio. I costi del test sono a carico dei viaggiatori.

La regola non si applica ai lavoratori frontalieri, ha precisato Berset in conferenza stampa, e neanche alle persone che entrano in Svizzera dalle regioni di confine. L'elenco include il Liechtenstein, in Germania Baden-Württemberg e Baviera, in Francia Grand-Est-Bourgogne, France Comnté e Auvergne/Rhone-Alpes, in Italia Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Trentino Alto Adige, in Austria Tirolo e Vorarlberg. 

Ai cittadini di Stati terzi non vaccinati che desiderano entrare nello spazio Schengen da Paesi o regioni considerati a rischio è vietata l'entrata in Svizzera per soggiorni temporanei senza attività lavorativa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, ad eccezione di determinate deroghe (casi di rigore). Questo vale in particolare per il turismo e i soggiorni di visita.

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