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19.11.21 - 23:300
Aggiornamento : 20.11.21 - 08:08

Covid, il Consiglio federale prende tempo: è tutta una tattica?

Nessuna decisione, per ora. Per alcuni osservatori il governo sta «temporeggiando» in vista del voto sulla legge Covid

Berset esclude il "modello austriaco" e rimanda a fine mese la campagna di richiamo per gli under 65. Il politologo: «Una mossa per non erodere la maggioranza alle urne»

Fonte 20 Minuten Bettina Zanni/Claudia Blumer
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

BERNA - In Germania si discute di nuove chiusure. A Salisburgo e in Alta Austria si è già passati ai fatti. In Svizzera il Consiglio federale nicchia mentre i contagi continuano a crescere: dopo la seduta di mercoledì non si è tenuta l'abituale conferenza stampa. Ieri Alain Berset ha assicurato che non ci saranno restrizioni per ora. 

Tutta tattica? Il dubbio sorge e in Parlamento c'è chi lo dice apertamente. Soprattutto dopo che il ministro della sanità ha confermato la decisione di rimandare l'estensione della campagna di richiamo a fine novembre, all'indomani del voto popolare sulla legge Covid. 

Secondo il politologo Lukas Golder, condirettore dell'istituto GfS Bern, «è possibile che il Consiglio federale stia mostrando una certa moderazione per non erodere il sostegno popolare alla legge Covid». Limitare il certificato unicamente a vaccinati e guariti - la cosiddetta regola delle "2G" - potrebbe far cambiare idea a una parte dei votanti, chiamati a esprimersi tra le altre cose proprio sul requisito del "pass" nella vita sociale. 

Attualmente la proposta del governo è sostenuta da una solida maggioranza, secondo i sondaggi di 20 Minuten e SSR. Ma alle urne tutto è possibile. «Una maggioranza schiacciante darebbe un segnale di approvazione al governo federale, e un via libera per ulteriori sforzi nel contrastare la pandemia» osserva Golder. «Ma un passo falso potrebbe far perdere voti importanti». 

Il consigliere nazionale dei Verdi Liberali Martin Bäumle si dice «quasi certo» che il voto sulla legge Covid sia «la ragione principale della tattica attendista del governo». Il Consiglio federale vuole prima di tutto "portare a casa" la legge. «Ha paura che introdurre nuove misure ora possa cambiare l'orientamento popolare». 

Un atteggiamento «temerario» secondo Bäumle. «È come correre contro un muro ad alta velocità e sperare che il muro sparisca prima dell'impatto». Bäumle si aspettava che le autorità rendessero immediatamente disponibili le vaccinazioni di richiamo a tutti, e dessero il via all'inoculazione ai bambini. La mancanza di linee guida specifiche contro la trasmissione diffusa del virus - il famoso "effetto aerosol" - è incomprensibile secondo il deputato. «Ogni settimana che passa rischiamo di dover prendere misure più severe». 

Il consigliere nazionale del Centro Lorenz Hess approva invece la tattica del governo. «Non ci vedo niente di male, sarebbe una strategia giustificabile: è più importante che le persone accettino la legge in modo da poter fare fronte in modo efficace alle future ondate». 

Daniel Kübler, politologo dell'Università di Zurigo, non è d'accordo. «Durante la pandemia il Consiglio federale ha tenuto un atteggiamento meno discreto rispetto a quello a cui assistiamo oggi», afferma. Secondo l'esperto la scelta del governo non è tattica, ma piuttosto pragmatica. Dalla conferenza stampa della task force federale, martedì, non è uscito un allarme sanitario: «Evidentemente la situazione dei contagi in Svizzera non è così preoccupante» conclude Kübler.

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