Una foto di Ouali diffusa dalla polizia francese
BASILEA
26.10.21 - 19:420
Aggiornamento : 21:26

Il controllore omicida è al sicuro a Hong Kong

Karim Ouali ha fatto perdere le sue tracce nel 2011. Ora la Cina non vuole estradarlo

BASILEA - Tra i due paesi litiganti, il latitante gode. Una panne diplomatica tra Francia e Cina sembra stia avvantaggiando Karim Ouali, il 45enne francese che nel 2011 uccise un controllore di volo nell'aeroporto di Basilea-Mulhouse. 

Ouali, 34 anni all'epoca dei fatti, è stato rintracciato ad Hong Kong da almeno due anni. Secondo le autorità francesi il latitante si troverebbe già da dieci anni nell'ex colonia britannica, dove sarebbe fuggito subito dopo l'omicidio. 

La notizia del fatto di sangue - e della fuga - fece scalpore all'epoca in Svizzera e all'estero. Alle 7.55 del 27 aprile 2011 Ouali, controllore di volo, colpì il collega Jean Meyer con una decina di coltellate all'undicesimo piano della torre di controllo di Mulhouse. Il killer aveva aspettato la vittima all'ingresso di un ascensore, in un'area non coperta dalle telecamere di sorveglianza. 

Ouali era in congedo per malattia: soffriva di paranoie, era convinto di essere vittima di una cospirazione sul lavoro. L'allora 34enne aveva mandato lettere minatorie a 36 colleghi. Ma nonostante i segni di squilibrio, l'omicidio e la fuga secondo gli inquirenti furono progettati con cura. 

La Procura di Mulhouse - riferiscono i media francesi - è riuscita a scovare il 45enne tramite un sito web per appuntamenti erotici. Ma si è vista rispondere "picche" alla domanda di estradizione del criminale. Le autorità cinesi si sarebbero opposte, a seguito del fallimento di un negoziato sugli accordi di collaborazione giudiziaria tra i due paesi. La vedova della vittima, intanto, ha scritto una lettera ad Emmanuel Macron chiedendo un intervento dell'Eliseo e la condanna di Ouali.

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