Keystone/megafon_rs_Bern
SVIZZERA
25.10.21 - 08:120
Aggiornamento : 09:20

Quello che resta della manifestazione no-Pass di Berna, una delle più grandi in Svizzera

Tre cose degne di nota dalla moto di piazza di sabato, fra chi (e quanti) c'erano e una polemica che riguarda la polizia

BERNA - Erano tanti, tantissimi, i manifestanti che questo sabato hanno sfilato per le vie di Berna per protestare riguardo alle restrizioni legate al Certificato Covid.

Partito da Münsterplatz, il corteo si poi spostato fin davanti a Palazzo Federale, gremendone la piazza. Il tutto si è svolto nella calma relativa, con solo alcuni incidenti isolati.

Al di là della cronaca più spicciola, ci sono tre cose però sono senz'altro degne di nota.

La questione dei numeri

Secondo diversi si tratterebbe di una delle manifestazioni in Svizzera con più affluenza da molto tempo a questa parte. Come diversi moti di piazza, non è però chiaro quante persone ci fossero davvero.

Come scrivono i colleghi di 20 Minuten, Telebärn - ripresa da diversi media svizzeri - parlava di 10'000, secondo gli organizzatori si erano almeno 50'000. Sulla faccenda dei numeri ci sono state diverse polemiche nel fine settimana fra organizzatori e testate d'informazione. 

Interpellata la Cantonale di Berna non si sbilancia: «Generalmente non forniamo questo genere d'informazione», spiega a 20 Minuten la portavoce Isabelle Wüthrich che conferma però di come, di gente, ce ne fosse davvero parecchia: «visto il grande afflusso sulla Piazza abbiamo chiesto, tramite megafono, che la gente si spostasse in strade e piazze adiacenti».

Secondo la Polizia della città di Berna «in Piazza Federale c'è spazio dalle 15'000 alle 30'000 persone, anche se questo dipende da quanta parte della stessa è occupata o libera».

La foto del poliziotto con i campanacci

Ha fatto il giro del web, finendo anche sui giornali - compresa la Berner Zeitung - la foto di un agente della Polizia cittadina di Berna che tiene sulle spalle un giogo con due campanacci.

Sullo sfondo una collega, anche lei con la pettorina, nell'intento di fotografarlo. Quello che è successo, possiamo solo intuirlo, è che l'uomo abbia chiesto goliardicamente a un manifestante di prestargli i campanacci (simbolo del movimento protestatario conservatore dei Freiheitstrychler).

A diffondere lo scatto, con evidente intento svilente, è stato l'account Twitter degli autogestiti della Reitschule che lo avrebbero pescato da un canale Telegram dei no-Pass: «Forse la polizia di Berna dovrebbe farsi qualche domanda sul perché i suoi dipendenti prendano posizione in questo modo, e se è davvero il caso che lo facciano», riportai il post.

«Gli agenti che si trovavano alla manifestazione stavano interagendo con i manifestanti», commenta sempre Wütrich, «quella che si vede nella foto non è da considerarsi una presa di posizione politica».

Al di là dei partiti

 Un'altra cosa da segnalare è come la manifestazione sia stata un successo al di là degli schieramenti e delle fedi politiche. A fianco dei Berset-critici e Vax-critici hanno sfilato diversi movimenti più vicini alla sinistra, come le femministe, e gli ecologisti.

Da una parte c'erano gli Amici della Costituzione - già attivi anche da noi, a Locarno e Bellinzona - la Rete Info Vaccini e la Aktionsbündnis Urkantone (che è un'associazione «dei cantoni originari», basata nella Svizzera centrale per «delle politiche Corona ragionevoli»). 

Dall'altra la sinistra alternativa, rappresentata dai Verdi Alternativi di Berna, la Sinistra Libera Svizzera e anche il collettivo femminista Lookdown così come una parte degli autogestiti della Reitschule. Secondo la co-organizzatrice Simone Machado, consigliera comunale per i Verdi Alternativi: «C'è stato un risveglio del discorso democratico».

Twitter/megafon_rs_Bern
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