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GINEVRA
15.10.21 - 10:460
Aggiornamento : 14:54

Rissa sui campi ginevrini, condannato a 30 mesi di carcere

È stato condannato l'uomo che nel 2018 tirò un calcio in faccia a un avversario durante una partita di Quarta Lega.

Ha evitato l'espulsione e l'accusa di tentato omicidio, ma dovrà comunque scontare nove mesi di prigione.

GINEVRA - Le risse sui campi da calcio amatoriali non capitano solo in Ticino. Mercoledì la FTC ha comunicato le severe squalifiche inflitte nei confronti dei protagonisti degli episodi di violenza avvenuti durante la partita di Terza Lega fra Semine e Locarno. Un giorno dopo, ieri, la palla è passata in Canton Ginevra, dove la giustizia si è pronunciata su un altro caso che aveva fatto scalpore (vedi articoli correlati): la zuffa avvenuta nel 2018 nel corso del match di Quarta Lega fra Versoix 2 e Kosova 2. Le analogie fra i due casi, però, si fermano al terreno da gioco. Perché qui è stata la giustizia ordinaria, e non quella sportiva, a emanare il suo verdetto.

Una sentenza che in questo caso è decisamente più dura: il carcere. Riconosciuto colpevole di rissa e di tentate lesioni corporali gravi per un calcio volontario sferrato alla testa di un avversario, il principale imputato (un giocatore del Kosova) è infatti stato condannato a 30 mesi di reclusione, di cui nove da scontare. Una pena comunque inferiore a quanto chiesto dall'accusa. Innanzitutto il tentato omicidio, evitato perché «la confusione che regnava ha impedito di stabilire in dettaglio e con assoluta certezza tutti gli elementi della rissa, in particolare la forza del calcio dato al volto di una delle vittime». Ma anche l'espulsione dal Paese, che non avrà luogo perché l'uomo, senza precedenti, è sposato con una cittadina svizzera e padre di una bimba nata lo scorso anno.

«Avrebbe potuto mettere in pericolo la vita della vittima. La sua colpa è grave e piena di viltà», ha sottolineato il giudice del tribunale penale emettendo la sentenza, che è stata accolta tutto sommato con sollievo dall'imputato e dal suo avvocato: «È molto severa, ma siamo comunque soddisfatti che il tribunale non abbia confermato né l'omicidio, né l'espulsione». Altri due giocatori coinvolti nella rissa hanno invece ricevuto pene sospese, mentre a uno spettatore è stata inflitta una sanzione pecuniaria. «Non è perché si è su un campo che valgono regole di comportamento diverse rispetto alla strada o al bar», ha sottolineato il presidente dell'Associazione cantonale ginevrina di calcio Pascal Chobaz, contattato da 20 minutes. Per Chobaz la sentenza è un segnale importante lanciato ai calciatori e un incoraggiamento a sporgere denuncia quando capitano episodi di questo tipo.

 

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