20Minuten/Noah Knüsel (archivio)
Da mesi ormai si ripetono manifestazioni contro il Consiglio federale.
SVIZZERA
12.10.21 - 10:070
Aggiornamento : 13:52

Consiglio federale fra la gente, l'atmosfera si surriscalda

Nonostante le numerose manifestazioni di dissenso, il Governo ha confermato la seduta extra-muros prevista a Lucerna.

Non mancano però le minacce. La polizia, temendo per la sicurezza dei membri dell'esecutivo, sarà presente in forze. La popolazione dovrà aspettarsi controlli e perquisizioni.

LUCERNA - Domani il Consiglio federale terrà la sua 15esima seduta extra-muros a Lucerna. Dopo aver sbrigato gli affari correnti, nel primo pomeriggio, come tradizione dal 2010 (vedi box in fondo), incontrerà la popolazione per un aperitivo al Museo dei Trasporti. Si tratta di modo per «manifestare il proprio legame con tutte le regioni della Svizzera», come ricorda lo stesso esecutivo.

Il VIP è Alain Perverset - Non tutti i cittadini sono però soddisfatti delle decisioni prese negli ultimi mesi dal Consiglio federale: più volte alla settimana ci sono manifestazioni contro la sua gestione dell'emergenza coronavirus, che talvolta culminano pure con degli scontri con la Polizia. E infatti un'azione è prevista anche per domani: su Telegram un gruppo definitosi "Resistenza Svizzera" sta infatti facendo circolare un volantino in cui invoca un raduno davanti al Museo dei Trasporti. "Alain Perverset" è annunciato come "ospite VIP".


screenshot Telegram

Uova, pomodori, ma anche pietre - I commenti che l'accompagnano sono colmi di odio, offensivi e alcuni contengono pure minacce. Si parla di lanciare uova e pomodori marci. Ma anche di «portare pietre». Un altro utente scrive: «Speriamo che non ci sia nessuno a cui il Consiglio federale non piace e che sia anche armato. Oh sì, c'è, vale a dire il popolo svizzero». E ancora, in riferimento alla votazione sulla Legge Covid: «Il percorso democratico è finito!».

Controlli all'entrata del Museo - Essendo un evento pubblico, non è necessaria una notifica preventiva da parte dei presenti. All'ingresso verrà richiesto però - oltre al certificato Covid - un documento d'identità. A essere responsabile della sicurezza dei consiglieri federali è la Polizia federale. «Siamo informati sull'evento e valutiamo continuamente se e in che misura i consiglieri federali siano a rischio. Gli appelli a manifestazioni contribuiscono a questa valutazione», afferma la portavoce Mélanie Lourenço. Sia la Fedpol, sia la polizia di Lucerna, tacciono evidentemente sulle specifiche misure di sicurezza. «A seconda della situazione, potrebbe essere tuttavia opportuno effettuare controlli personali».

Al Museo come in aeroporto - Per l'ex portavoce del Ministero pubblico basilese Markus Melzl, tuttavia, la situazione è chiara: «Vista l'atmosfera calda e considerate le minacce, si può presumere che la polizia e la Fedpol inaspriranno le misure di sicurezza». È difficile per Melzl immaginare che le persone possano entrare al Museo senza essere monitorate. «Sarebbe ipotizzabile, ad esempio, utilizzare scanner mobili, simili a quelli utilizzati negli aeroporti». In questo modo è possibile verificare se qualcuno ha con sé un'arma, pietre o uova marce.

Massima sicurezza - Per Melzl, le misure di sicurezza sono necessarie anche nella stanza in cui si svolge la seduta fra i membri dell'esecutivo: «Anche se non si teme un vero attacco, sono necessarie forze di sicurezza. Dovrebbero intervenire, ad esempio, se qualcuno volesse sputare a un consigliere federale, maltrattarlo o – come di recente accaduto alla direttrice della sanità zurighese Nathalie Rickli – versargli addosso qualcosa. Secondo Melzl, anche agenti di sicurezza in abiti civili o unità speciali potrebbero essere impiegate per questa protezione diretta dei consiglieri federali.

Vicini, ma distanti - Il fatto che una manifestazione non autorizzata si svolga direttamente davanti al Museo dei Trasporti, secondo Melzl, rende la situazione ancora più complicata a livello di sicurezza: «Questa manifestazione dovrà certamente essere tenuta a distanza con recinzioni o con un cordone di polizia». «Anche se sembra quasi ironico che il Consiglio federale voglia essere vicino ai cittadini, ma allo stesso tempo debba tenere a distanza parecchie persone, la sicurezza ha sempre la priorità», conclude l'esperto.

Le sedute lontano da Palazzo federale
I Cantoni ad aver finora avuto l'opportunità di ospitare una seduta extra-muros sono Ticino e Giura nel 2010, Uri, Vallese e Basilea Città nel 2011, Sciaffusa nel 2012, Vaud nel 2013, Svitto nel 2014, Friburgo nel 2015, Vaud e Glarona nel 2016, Soletta nel 2017, San Gallo nel 2018 e Zurigo nel 2019.

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