Keystone (archivio)
ZURIGO
24.09.21 - 10:230
Aggiornamento : 12:34

Certificato obbligatorio in un parrucchiere di lusso zurighese

«Lavoriamo talmente vicino al cliente che un'eccezione non ha senso», così il gerente del salone, Pedro Sanchez.

Questa soluzione permetterebbe inoltre di evitare l'utilizzo della mascherina, considerata scomoda per dipendenti e clientela.

ZURIGO - Diamoci un taglio. Ma non con le restrizioni. I vertici di un prestigioso salone di Zurigo hanno deciso, in maniera completamente volontaria, che presto ammetteranno solo clienti vaccinati, guariti o testati. E questo, nonostante i parrucchieri siano esentati dalla recente estensione dell'obbligo del certificato Covid a ristoranti, cinema e palestre.

Il fattore sorpresa - «Lavoriamo così vicino al cliente che un'eccezione non ha senso», così il gerente, Pedro Sanchez. La clientela più internazionale, spiega lo stylist, sarebbe inoltre rimasta stupita fronte alla mancata richiesta del Covid-pass. «Americani, britannici, australiani o asiatici, ma anche molti espatriati che vivono in Svizzera, viaggiano molto e apprezzano la protezione aggiuntiva che l'obbligo del certificato offre». Secondo lo stylist, questa misura «manderebbe poi un segnale positivo anche ad altri saloni di parrucchieri». 

Niente più mascherina - I dipendenti del salone apprezzerebbero inoltre questa soluzione, sottolinea Sanchez, perché permetterebbe loro di togliere la mascherina. E questo, non solo per una questione di comodità personale, ma anche per ragioni strettamente legate al servizio. «Durante una consulenza prestiamo attenzione all'interazione tra il colore degli occhi, dei capelli e della pelle, al trucco di un cliente, praticamente a tutto il viso». Il taglio di capelli, aggiunge, è un espressione della propria personalità, quindi è importante avere un giusto quadro generale e «il porto della mascherina limita fortemente le possibilità di questa valutazione». 

Un giorno a settimana per chi non dispone di certificato - Le modalità dell'implementazione della regola sono ancora oggetto di discussione, afferma Micheal von Mentlen, manager e comproprietario del salone. «Noi dipendenti siamo tutti vaccinati o lo saremo presto, ma tra la nostra clientela ci sono anche persone non vaccinate». L'idea è quella di fare un'eccezione e riservare un giorno alla settimana di lavoro senza richiesta di certificato ma con utilizzo della mascherina.

Non c'è ragione di farlo - Secondo l'associazione di categoria Coiffeur Suisse, non vi è alcun motivo per introdurre un requisito generale di certificazione per i parrucchieri. «Dall'inizio di questa pandemia, i parrucchieri hanno lavorato con un concetto di protezione che si è dimostrato efficace», afferma il presidente Damien Ojetti. Ogni imprenditore deve garantire la sicurezza e la protezione dei propri dipendenti e clienti, continua. 

La stragrande maggioranza dice no - Secondo Ojetti, un'indagine interna condotta all'interno dell'associazione qualche settimana fa ha mostrato che oltre il 95 per cento degli intervistati era contrario all'introduzione del certificato obbligatorio. «Ma spetta al singolo parrucchiere decidere come vuole affrontare la questione dell'obbligo di certificato».

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