tipress (archivio)
VAUD
23.09.21 - 15:330

Sospettato di assassinio nel 1999, resta in detenzione provvisoria

Nel 2015 l'uomo è stato identificato dal suo DNA nell'ambito di un altro caso.

Il sospetto è stato alla fine arrestato il 12 gennaio 2021. Da allora, la sua detenzione provvisoria è stata prolungata di tre mesi in tre mesi, l'ultima volta fino all'11 ottobre.

LOSANNA - Un uomo sospettato di aver partecipato alla rapina di una famiglia Jenisch e all'assassinio di uno dei loro figli nel 1999 è tenuto in custodia dalla giustizia bernese dal gennaio 2021. La sua detenzione provvisoria fino all'11 ottobre è stata confermata dal Tribunale federale (TF).

I fatti risalgono alla notte tra il 24 e il 25 giugno 1999. Un gruppo di uomini armati aveva fatto irruzione nella casa della famiglia a Bienne (BE). I coniugi e il figlio minore erano stati legati e imbavagliati. Quando i figli maggiori sono tornati a casa, gli assalitori hanno sparato attraverso una finestra, ferendo mortalmente uno di loro, di 22 anni.

I delinquenti erano fuggiti con una VW con targa solettese, portando via una pistola mitragliatrice UZI e alcuni gioielli. Il caso è rimasto irrisolto per molto tempo, con gli investigatori che sospettavano un traffico di armi a favore dei membri dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck). Nel 2015, un uomo è stato identificato dal suo DNA nell'ambito di un altro caso, indica il TF.

Fatti parzialmente prescritti - Un procedimento per assassinio è stato poi aperto dal Ministero pubblico del Giura bernese-Seeland. Il sospetto è stato alla fine arrestato il 12 gennaio 2021. Da allora, la sua detenzione provvisoria è stata prolungata di tre mesi in tre mesi, l'ultima volta fino all'11 ottobre.

ll Tribunale federale, cui ha fatto ricorso l'imputato, ha innanzitutto sottolineato che i fatti - una presa di ostaggi e un omicidio - risalgono a più di 22 anni fa. Dopo tale periodo, un procedimento penale può essere aperto solo contro reati puniti con la prigione a vita, poiché la prescrizione è allora di 30 anni. In questo caso, solo l'assassinio può essere preso in considerazione.

La Corte di diritto penale afferma che l'uomo era già stato controllato il 31 agosto 1999 a bordo della VW. A parte la vaga descrizione data dalle vittime, questo era l'unico elemento che lo collegava al caso fino a quando il suo DNA non ha trovato una corrispondenza con una traccia rinvenuta a Bienne. Da allora, i progressi nell'utilizzo di questi indizi hanno permesso di identificare un secondo "hit" di DNA.

Pesanti sospetti - Per i giudici di Mon Repos, queste due tracce fanno pesare seri sospetti sulla partecipazione del ricorrente agli eventi del giugno 1999. Poiché la presa di ostaggi è caduta in prescrizione, si sono concentrati maggiormente sull'assassinio.

L'uomo ha ammesso che nel 1999 era attivamente impegnato nell'aiutare le vittime della guerra in Kosovo. Inoltre, gli investigatori dispongono di elementi indicanti che gli assalitori erano in conflitto con i due fratelli maggiori per un traffico di armi.

Lo svolgimento dei fatti mostra che questi uomini hanno neutralizzato gli occupanti della casa e sono rimasti lì per più di un'ora con le armi in pugno. Quando i fratelli sono arrivati, hanno immediatamente aperto il fuoco. Apparentemente gli autori dell'aggressione avevano intenzione di usare le loro armi ed è difficilmente concepibile che il ricorrente l'avesse ignorato.

Per il TF la Corte bernese disponeva di elementi sufficienti per considerare il ricorrente come un sospetto coautore di un assassinio. La domanda di rilascio è quindi respinta.

D'altra parte, i giudici federali non hanno accolto la richiesta del Ministero pubblico di non divulgare alcuni elementi poiché l'inchiesta è ancora in corso. In effetti questi fatti sono già stati pubblicati, almeno in parte, da alcuni media.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
SVIZZERA
1 ora
Attivista no vax rifiuta di pagare le tasse
Dopo il sì alla Legge Covid, Daniel Trappitsch non intende versare altri contributi.
ARGOVIA
3 ore
Hanno dovuto scegliere chi ricoverare
Il primo caso alla clinica Hirslanden di Aarau, dove metà del reparto è occupato da pazienti Covid.
ARGOVIA
4 ore
Incendio in un appartamento, morta una donna
Il rogo è divampato ieri sera in una casa plurifamiliare a Döttingen. Ancora ignote le cause.
SVIZZERA
6 ore
Più divieti per i non vaccinati: «È un'opzione»
Le parole di Lukas Engelberger. E su un eventuale obbligo vaccinale: «Pericoloso per il rapporto tra Stato e cittadini»
SVIZZERA
6 ore
«Misure incoerenti. Svizzeri discriminati rispetto ai frontalieri»
Viaggi, vaccini e terze dosi. Lorenzo Quadri interpella il Consiglio federale sulle decisioni annunciate venerdì
SVIZZERA
7 ore
La presidenza ci mostrerà un nuovo Ignazio Cassis?
Ne è convinto l'amico Fulvio Pelli in attesa della data storica (per il Ticino) dell'8 dicembre
SVIZZERA
15 ore
Senza tampone in aeroporto? Il rientro diventa un caos
Il caso di un manager che si è trovato bloccato in Germania: per prendere un volo per Zurigo ha sborsato 520 euro.
BASILEA CITTÀ
17 ore
Fiamme in una residenza assistita: grave un 86enne
Le cause dell'incendio sono al vaglio della polizia
FRIBURGO
21 ore
Ritorna l'obbligo di mascherina nelle scuole medie
Il provvedimento scatterà lunedì e sarà in vigore fino alle vacanze di Natale
SVIZZERA
1 gior
Swiss congela i voli per Hong Kong
La decisione è stata presa a causa delle rigide misure di quarantena previste per i membri dell'equipaggio
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile