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23.09.21 - 12:480

«Volare costa troppo poco, ma le tasse non sono la soluzione»

Doppio “no” del Nazionale a un'imposta sui biglietti aerei e sul cherosene

BERNA - "No" all'introduzione di una tassa sui biglietti aerei e "no" anche a una imposta sul cherosene. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale bocciando nove iniziative cantonali in materia.

«Siamo coscienti che i voli low cost sono problematici. Prendere l'aereo oggi costa troppo poco» ha esordito il relatore commissionale Matthias Jauslin (PLR/AG). Rincarare i biglietti con tasse che finirebbero nelle casse dello Stato non sarebbe però la migliore soluzione.

Anche la proposta di una imposta sul cherosene non è una buona idea: la sua introduzione necessiterebbe un coordinamento a livello internazionale attualmente impossibile da raggiungere. Una sua applicazione unilaterale sarebbe poco opportuna: significherebbe imporre integralmente in Svizzera un volo Zurigo-New York quando la parte percorsa nei cieli elvetici è assai esigua, ha sostenuto Jauslin.

Le iniziative oggi in discussione sono poi state inoltrate prima della votazione sulla legge sul CO2 dello scorso 13 di giugno. La legge respinta prevedeva l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei. Per questo motivo non è corretto riproporla ora, ha sostenuto l'argoviese invitando il plenum a rispettare la volontà del popolo.

L'aviazione deve comunque assumersi le sue responsabilità. Ciò può avvenire tramite misure volontarie di riduzione del CO2, e ha sostenuto Jauslin, «siamo convinti che lo farà».

L'altro relatore, Pierre-André Page (UDC/FR), ha ricordato come la commissione abbia già deciso di depositare un postulato che chiede di illustrare come sia possibile ottenere un traffico aereo neutro in termini di emissioni di CO2 entro il 2050. Anche alla luce di questo atto parlamentare, appare prematuro decidere già oggi come il settore debba raggiungere gli obiettivi, ha precisato il friburghese.

Secondo la minoranza - la sinistra sostenuta da parte del gruppo del Centro - per raggiungere tali obiettivi è invece necessario introdurre una tassa sui biglietti aerei e/o sul cherosene. L'aviazione è uno dei maggiori produttori di gas serra, ha ricordato Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE).

Per Priska Wismer-Felder (Centro/LU) le rivendicazioni in discussione oggi non provengono esclusivamente dallo schieramento rosso-verde. La deputata ha citato l'esempio del Gran consiglio del suo cantone, a chiara maggioranza borghese, che ha approvato una iniziativa per chiedere la tassa.

Per Nadine Masshardt (PS/BE) la Convenzione di Chicago del 1944 che esenta l'aviazione dalla tassa andrebbe rivista. La Confederazione deve adoperarsi a livello internazionale a tal fine. Non ha senso che il settore venga esentato dall'IVA, dalla tassa sul CO2 e dall'imposta sugli oli minerali contrariamente a tutti gli altri mezzi di trasporto, ha sostenuto la bernese.

Circa le accuse di non rispettare l'esito della votazione sul CO2, Wismer-Felder ha sostenuto come la legge bocciata contenesse diverse misure e che non si può sapere con precisione quale di esse abbia comportato il suo affossamento. Klopfenstein Broggini, citando l'analisi Vox, ha detto che il "no" era soprattutto diretto contro le misure previste per quel che concerne i riscaldamenti e i carburanti delle automobili. La votazione, ha poi precisato Masshardt, non riguardava in alcun modo un'eventuale tassa sul cherosene.

Gli argomenti della minoranza non hanno però fatto breccia: tutte le iniziative cantonali - di Ginevra, San Gallo, Lucerna, Vallese, Friburgo, Berna, Basilea Città, Neuchâtel e Basilea Campagna - sono state respinte, con un numero di "no" compreso tra 94 e 98 voti e un numero di "sì" oscillante tra 75 e 85 preferenze.

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