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SVIZZERA
20.09.21 - 08:210
Aggiornamento : 10:06

Contro l'influenza meglio togliere la mascherina, lo suggerisce un infettivologo

Secondo il primario Andreas Widmer ora c'è il rischio che gli ospedali si riempiano a causa dei malati di influenza.

«La revoca dell'obbligo di indossare la mascherina per i vaccinati permetterebbe loro di sviluppare un'immunità parziale ai virus stagionali», così Widmer.

BERNA - Niente più mascherina per i vaccinati. Lo suggerisce l'infettivologo dell'Ospedale universitario di Basilea Andreas Widmer. «Sarebbe logico revocare l'obbligo della mascherina per le persone vaccinate e sostituirlo con una raccomandazione», afferma il presidente del Centro nazionale per la prevenzione delle infezioni Swissnoso. Lo scopo? Fare in modo che si sviluppi una migliore protezione contro i virus stagionali, quali raffreddore e influenza. Sì, perché secondo Widmer è del tutto possibile che durante la stagione fredda non saranno solo i pazienti Covid non vaccinati a riempire gli ospedali: «Le strutture sanitarie potrebbero arrivare al limite della loro capacità a causa dei malati di influenza».

Le conseguenze della protezione - Questo scenario è possibile, secondo Widmer, perché a causa delle mascherine «l'anno scorso è mancato un accumulo di immunità» contro questi agenti patogeni. La rimozione della mascherina permetterebbe invece ai vaccinati di entrare in contatto con i virus più comuni e immunizzarsi. Il rischio di ammalarsi di Coronavirus, per questa categoria, rimarrebbe inoltre basso. 

I supervirus - Anche Huldych Günthard, infettivologo dell'Ospedale universitario di Zurigo, la vede brutta. «Se siamo sfortunati, oltre al già alto livello di infezioni da Covid-19, c'è una mega ondata di infezioni respiratorie di ogni tipo che sono state respinte a causa delle misure protettive e ora sono diventate più virulente», ha dichiarato a NZZ am Sonntag.

I consumatori - Anche nella sfera economica si auspica a dei cambiamenti delle disposizioni. Secondo Babette Sigg, presidente del Forum svizzero dei consumatori, «guariti e vaccinati dovrebbero presto poter tornare nei negozi senza mascherina» Per applicare questi allentamenti, specifica comunque Sigg, sarebbe però necessario effettuare dei controlli minuziosi, e il tasso di vaccinati dovrebbe aumentare. «Non siamo ancora al sicuro». 

La politica - Anche il consigliere nazionale dell'UDC Franz Grüter sostiene una rimozione dell'obbligo della mascherina per le persone vaccinate: «Accolgo con favore tutti i passaggi che portano a un allentamento delle misure». Se le persone non vaccinate potessero entrare in un negozio, in una stazione ferroviaria o in un ufficio senza mascherina, verrebbero di nuovo in contatto con i virus, il che è importante per il sistema immunitario, evidenzia.  

I rivenditori - Questa proposta incontra però la resistenza dei commercianti. «Una discussione su una raccomandazione piuttosto che un obbligo di indossare la mascherina ha senso solo se il tasso di vaccinazione è avanzato a tal punto da permettere l'introduzione di una raccomandazione della mascherina per tutti, vaccinati o meno», afferma Dagmar Jenni, direttrice della Federazione svizzera del commercio al dettaglio. Questo perché «controllare chi è vaccinato e chi no è semplicemente un'opzione impraticabile nei negozi molto frequentati».

Meglio non fomentare le tensioni - Anche Ruth Humbel, presidente della Commissione sanitaria del Consiglio nazionale, sconsiglia di allentare l'obbligo della mascherina per i vaccinati. «Una tale distinzione tra persone vaccinate e non vaccinate non promuoverebbe l'accettazione delle misure e l'obbligo del certificato Covid», afferma l'assessore nazionale del Centro.

Nessun allentamento in vista - Da parte sua, l'Ufficio federale della sanità pubblica non ritiene necessario alcun cambiamento. «Tutte le misure applicabili e di nuova introduzione devono essere continuamente verificate rispetto alla loro pertinenza e efficacia e, se necessario, adattate o ampliate» afferma il portavoce dell'UFSP Jonas Montani. Per ora, aggiunge Montani, non sarebbe inoltre stato registrato alcun aumento di altre malattie virali non correlate al Covid. 

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