20 minutes
GINEVRA
17.09.21 - 06:000
Aggiornamento : 11:12

Picchiato e accoltellato da un gruppo di adolescenti

Tredici giovani ne hanno aggredito un altro per futili motivi durante la festa del digiuno ginevrino.

La giovane vittima se l'è vista brutta e ora è in terapia. I medici: «Giusto farsi aiutare dopo un attacco del genere».

Fonte 20 minutes / Leila Hussein
elaborata da Adriano De Neri
Giornalista

GINEVRA - Naso rotto, costole incrinate, ferite multiple su corpo e viso, di cui una (da taglio) molto vicino alla carotide. Ha visto la morte in faccia Walid, che la notte tra l'8 e il 9 settembre è rimasto vittima di un feroce pestaggio portato da un gruppo di tredici adolescenti. Il branco ha agito durante la festa del digiuno ginevrino. «Siamo intervenuti attorno alle 5.30 per sedare una rissa», precisa Alexandre Brahier, il portavoce della polizia cantonale di Ginevra a 20 minutes.

Un'altra canzone - Solo che più di rissa bisognerebbe parlare di aggressione. Tredici contro uno. «Stavo ascoltando tranquillamente della musica con il mio altoparlante bluetooth insieme ad altre tre persone», spiega la vittima. «Un giovane si è improvvisamente avvicinato a noi per chiederci di mettere su un'altra canzone, ma poiché non avevamo quasi più batteria gli abbiamo risposto di no». 

«Volevano uccidermi» - Un rifiuto che ha scatenato la violenza. Il giovane, infatti, si è ripresentato lì poco dopo accompagnato da dodici individui armati di coltelli, bottiglie rotte e sbarre di ferro. «Si sono lanciati su di me, mi hanno colpito e mi hanno rotto alcune bottiglie in testa. Ho anche ricevuto diverse coltellate. Volevano uccidermi». Ricoverato d'urgenza la sera dell'incidente, Walid ha trascorso il giorno successivo in ospedale.

In fuga - All'arrivo delle forze dell'ordine ginevrine, gli aggressori erano già fuggiti. «Abbiamo trovato solo il ferito. Il branco era infatti già scappato in direzione di Pâquis». Per ora, precisa la polizia di Ginevra, non sono stati effettuati arresti. Questo martedì, però, la vittima ha sporto denuncia per lesioni personali e insulti.

In terapia - «È stata un'aggressione gratuita. Senza alcun motivo», sottolinea Walid. «Erano giovani. La maggior parte minorenni. È una cosa non normale». L'uomo è ancora in stato di shock a una settimana dall'aggressione. «Andrò in terapia. Non riesco più a dormire Non riesco a smettere di pensare a quella cicatrice sul mio viso che mi accompagnerà per il resto della vita».

«Fatevi aiutare» - I suoi medici lo lodano per aver cercato un aiuto professionale. «Dopo un attacco del genere è fondamentale cercare supporto. Questo comportamento contribuisce alla prevenzione dei disturbi da stress post-traumatico», spiega il dottor Emmanuel Escard dell'ospedale universitario di Ginevra. Dopo la riapertura dei bar e dei ristoranti negli ultimi mesi è tornato a salire il numero delle aggressioni violente tra giovani nella città di Calvino. Ma spesso queste non vengono denunciate.

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