Keystone
SVIZZERA
16.09.21 - 11:490
Aggiornamento : 14:12

Due avvocati zurighesi a processo a Dietikon, rischiano la licenza

Pesanti accuse lanciate nei confronti di due avvocati attivi nel Canton Zurigo: il processo è in corso

Uno dei legali avrebbe visitato «con l'inganno» un testimone, nella prigione di Limmattal, per «dissuaderlo dal parlare»

DIETIKON - Rischiano grosso due avvocati attivi a Zurigo, che si sono dovuti recare ieri a processo poiché accusati di aver tentato di «mettere a tacere» un testimone.

L'accusa chiede otto mesi di pena detentiva condizionale per uno dei due, che avrebbe «istigato» un tentativo di favoreggiamento. Per il suo collega, invece, che avrebbe visitato il testimone in prigione «per farlo stare zitto», l'accusa chiede una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote giornaliere da 200 franchi. Entrambi rischierebbero così l'abilitazione all'avvocatura, e non potrebbero più praticare. Ne dà notizia il Tagesanzeiger.

Il processo si è aperto ieri presso il tribunale distrettuale di Dietikon, nel Canton Zurigo, e il verdetto è atteso invece per domani.

Ma cos'è successo?
La vicenda ruota attorno ad una banda attiva nel traffico di stupefacenti, che tra il 2016 e il 2018 ha ottenuto guadagni per 3,4 milioni di franchi vendendo centinaia di chili di cocaina. Ed è proprio all'inizio delle indagini, quando le autorità non avevano nulla in mano, che ci riporta il processo. Nemmeno l'arresto di un tedesco 27enne, un cosiddetto "pesce piccolo", aveva portato alcuna novità. 

All'improvviso, però, tutto è cambiato. Nel 2018 uno svizzero di 41anni è stato arrestato e ha iniziato a parlare, ammettendo diverse consegne e incriminando pesantemente altri membri della banda, coinvolti nel caso.

«Sta dicendo delle str***ate»
A quel punto - denuncia l'accusa - l'avvocato difensore del 27enne tedesco si sarebbe infuriato, chiamando l'avvocato difensore del loquace svizzero tuonando che il suo cliente «diceva un sacco di str***ate» e intimando che «dovrebbe parlare con lui e farlo stare zitto».

Quando il 41enne, noncurante, ha continuato a parlare con le autorità, l'avvocato avrebbe deciso di agire direttamente, rivolgendosi ad un collega. Quest'ultimo pare abbia ottenuto «con l'inganno» un permesso di visita per poter andare a trovare il 41enne nella prigione di Limmattal, «per dissuaderlo» dal ripetere le accuse. Per avere il permesso, il legale avrebbe finto di essere stato incaricato dalla famiglia del prigioniero.

Dopo un incontro di cinque minuti, il 41enne ha però mandato via l'avvocato, scrivendo poi al procuratore che gli era stato chiesto di «far coincidere» le sue dichiarazioni «con quelle degli altri accusati».

«Accuse devastanti e pericolose»
I due avvocati, che hanno deciso di difendersi da soli, hanno chiesto l'assoluzione.

Secondo loro, il caso non avrebbe mai dovuto essere portato in tribunale, e le accuse a loro dirette sono «devastanti e pericolose». Gli avvocati hanno argomentato principalmente da un punto di vista legale, spiegando ad esempio che consigliare a qualcuno di rimanere in silenzio è «un diritto procedurale» di un avvocato della difesa, e che l'istigazione a un tentativo di favoritismo «non è un misfatto punibile».

Inoltre, secondo gli imputati, «ciò è stato reso necessario» poiché «l'Ufficio del Pubblico Ministero ha condotto il processo penale in modo separato, una modalità contraria alla procedura». Ciò che avrebbe, tra l'altro, «limitato i diritti delle parti».

Commenti
 
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Polifemo 1 mese fa su tio
ButtAre via la chiave….
Aka05 1 mese fa su tio
Semplicemente vergognoso!
seo56 1 mese fa su tio
Sistema mafioso!! Questi devono finire in galera a pane e acqua
Dalu 1 mese fa su tio
Avvocato a quanto ammonta la sua parcella? 500.- ogni 3 domande. Wow, non le sembra una tariffa esagerata? Certo, mi faccia pure la terza domanda… ci vuole fegato per fare l’avvocato! Difendere i criminali non è da tutti…
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