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Anne Lévy difende l'estensione del certificato Covid ma aggiunge: se più persone si vaccineranno, allora lo si potrà revocare.
SVIZZERA
12.09.21 - 08:050
Aggiornamento : 12:08

Il certificato Covid «verrà ovviamente revocato» quando i casi diminuiranno

Anne Lévy, direttrice dell'Ufsp, ha difeso l'estensione della misura

BERNA - Se il numero di vaccinazioni in Svizzera salirà, l'obbligo di presentazione del certificato Covid potrà essere revocato. Lo ha dichiarato la direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) Anne Lévy a "Samstagsrundschau" di Radio SRF.

Bisogna guardare a quelle nazioni con un tasso di vaccinazione elevato, ha spiegato la 50enne: la conseguenza è un minor numero di nuove infezioni. Il punto è semplice: se gli immunizzati aumentano, il certificato Covid potrebbe diventare un ricordo del passato. «Quando i numeri dei casi diminuiranno, il requisito del certificato verrà ovviamente revocato» ha dichiarato Lévy.

La direttrice dell'Ufsp difende l'estensione della certificazione a partire da lunedì e nega che si tratti di una "vaccinazione obbligatoria nascosta". «Per noi era importante fin dall'inizio che ognuno potesse decidere da solo se vuole essere vaccinato o meno». Ma, ribadisce, chi s'immunizza protegge sé e gli altri.

Lévy giustifica anche i test addebitabili al soggetto a partire dal 1° ottobre. Finora il governo si è accollato questi costi, adoperando i soldi dei contribuenti. Ma ora sorge la domanda: è ancora giustificato pagare per i testi regolari di persone che potrebbero essere vaccinate? Senza queste spese, gli oneri per il sistema sanitario potrebbero essere nuovamente ridotti.

Per estendere la campagna, nelle prossime settimane i bus vaccinali potrebbero girare per i villaggi e così cercare di convincere i recalcitranti.

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