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SVIZZERA
23.08.21 - 14:300
Aggiornamento : 23:05

Quando il certificato Covid ti rovina la vacanza da sogno

Nel 2020 sono state trattate quasi duemila richieste. Quest'anno va meglio, perlomeno per chi ha il certificato Covid

Ma in quale caso si ha effettivamente diritto a un rimborso per il viaggio annullato?

ZURIGO - Una vacanza da sogno su un'isoletta tropicale? Il tanto atteso viaggio di nozze nei mari del sud? Oppure semplicemente un city trip? Sono moltissime le persone che, soprattutto lo scorso anno, sono state costrette a cancellare almeno un viaggio a causa della pandemia. Una situazione che ha dato molto da fare all'ombudsman del ramo viaggi svizzero, Franco V. Muff: nel 2020 ha trattato quasi duemila casi di persone che chiedevano un rimborso, il 54% in più rispetto agli anni precedenti, come riferisce il Blick.

Ora la situazione è cambiata. E partire per l'estero è diventato più facile. Perlomeno per chi è in possesso di un certificato Covid. Le richieste che giungono all'ombudsman sono infatti ancora molte e provengono soprattutto da persone non vaccinate. Per esempio quando si tratta di viaggi per Malta, Gran Bretagna o Repubblica Slovacca, dove le restrizioni cadono soltanto per i vaccinati. Per tutti gli altri è prevista una quarantena. Poi si contano altri paesi, in cui senza il certificato Covid non si accede nemmeno a ristoranti e musei (per esempio in Italia).

Ma se un viaggiatore non può o non vuole partire a causa di restrizioni legate alla quarantena o al certificato Covid, non ha diritto a un rimborso, come spiega ancora Muff dalle colonne della testata d'oltre San Gottardo. Si tratta infatti di una situazione, in cui il cittadino non soddisfa i requisti d'ingresso in un paese. Lo stesso avviene, per esempio, quando manca il visto d'ingresso.

La questione è diversa in quei casi in cui un paese introduce una quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori, che siano vaccinati o meno. Se si parte per una vacanza di dieci giorni e bisogna in ogni caso trascorrerne sette chiusi nella stanza d'albergo, il rimborso va concesso, conclude l'ombudsman.

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