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VAUD
17.08.21 - 12:000

"Carlos", le condizioni di detenzione sono da rivedere

Il Tribunale federale ritiene che l'esame effettuato in giugno sia stato troppo sommario.

Inoltre viene ammesso parzialmente il ricorso del giovane per violazione del diritto di essere ascoltati.

LOSANNA  - La giustizia zurighese deve rivedere per l'ennesima volta le condizioni di detenzione in regime di isolamento del giovane delinquente noto come "Carlos".

Il Tribunale federale (TF) ritiene che l'esame effettuato in giugno, quando è stato deciso di prolungare la cosiddetta carcerazione di sicurezza, sia stato troppo sommario.

Carlos", che oggi preferisce farsi chiamare con il suo vero nome Brian, il 16 giugno era stato condannato dal Tribunale d'appello zurighese a 6 anni e 4 mesi per le aggressioni ai danni di secondini, poliziotti e altri detenuti. All'apertura dell'udienza, il presidente del tribunale cantonale aveva deciso di prorogare fino all'entrata in vigore della sentenza la detenzione per motivi di sicurezza che il condannato sta subendo dalla scadenza di una precedente sanzione a fine settembre 2017.

Nella sentenza pubblicata oggi, il TF ammette parzialmente il ricorso del giovane, constatando che nel suo verdetto il presidente del tribunale cantonale aveva fatto breve riferimento a una precedente decisione che è però stata annullata dallo stesso TF il 5 luglio per violazione del diritto di essere ascoltati.

I giudici della corte suprema con sede a Losanna ritengono che i loro colleghi di Zurigo debbano ora mettersi seriamente al lavoro; in particolare esaminando le due relazioni psichiatriche private prodotte dal ricorrente sulle conseguenze delle sue condizioni di detenzione e interrogando i responsabili del penitenziario. Infine, bisogna prendere in considerazione anche un alleggerimento del severo regime di carcerazione e una sua eventuale rinuncia deve essere debitamente motivata.

In seguito alla serie di aggressioni commesse in prigione, "Carlos-Brian" è rinchiuso in condizioni molto rigide nel penitenziario Pöschwies di Regensdorf (ZH) e non in una struttura di detenzione preventiva. È tenuto in isolamento nella sezione di massima sicurezza e gli è concessa solo "un'ora d'aria" al giorno. E in questa occasione viene accompagnato da sette guardie dotate di speciali protezioni e non ha contatti con altri prigionieri.

Fra l'altro, a causa di queste condizioni il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, lo zurighese Nils Melzer, è intervenuto a metà giugno presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) chiedendo un alleggerimento. Secondo gli standard dell'ONU, l'isolamento può essere ordinato soltanto in casi eccezionali e in nessun caso venir prolungato per di più di 15 giorni. "Ma qui siamo quasi a tre anni", aveva notato Melzer. Ha quindi chiesto ai servizi di Ignazio Cassis una presa di posizione scritta sulle condizioni di detenzione del giovane delinquente zurighese.

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