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SVIZZERA
01.08.21 - 20:380
Aggiornamento : 02.08.21 - 07:34

«Con agosto si passa alla fase tre»

Secondo diversi epidemiologi, i tempi sono maturi per la normalizzazione. «Ma bisogna procedere passo per passo».

Chi prevede allentamenti per inizio mese (Tanner), chi nella seconda metà (Engelberger), chi a settembre (Cerny). Salvo sorprese.

BERNA - Tornare a fare la spesa senza mascherina, non dover esibire a ogni pié sospinto il certificato vaccinale. Fantascienza? Secondo gli epidemiologi, presto in Svizzera si potrebbe tornare a una specie di normalità, non si sa quanto duratura. La pressione su Alain Berset sta aumentando, scrive oggi la SonntagsZeitung, anche se questa settimana il Consiglio federale ha frenato gli entusiasmi. 

Per Marcel Tanner, epidemiologo ed ex membro della task force scientifica federale, l'attuale situazione epidemiologica consentirebbe al governo di procedre con gli allentamenti «già nel corso del mese di agosto». La terza fase, quella in cui «lo Stato sgombererà il campo e ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità» sarebbe alle porte. 

È la fase della normalizzazione a lungo attesa. Secondo Tanner e il collega Marcel Salathé, anche lui ex membro della task force, un prolungato intervento statale e le pressioni sui non vaccinati «potrebbero generare una polarizzazione sociale e accuse di dittatura». Le tendenze disgregatrici non scompaiono da un giorno all'altro, ha ricordato Salathé sabato in un intervento su alcune testate Tamedia. 

Anche l'epidemiologo Andreas Cerny vede «la luce in fondo al tunnel» ma al domenicale ha dichiarato che «un allentamento già a inizio agosto sarebbe stato inopportuno». Se gli sviluppi lo consentiranno, e ci sarà una nuova "impennata" di vaccinati, «credo che a settembre sarà possibile un passo verso la normalizzazione» ha dichiarato. 

Anche Lukas Engelberger, presidente della Conferenza dei direttori sanitari, si aspetta che il passaggio alla fase tre avvenga «tra agosto e settembre dopo la fine delle vacanze estive». A patto che la situazione degli ospedali si mantenga sotto controllo. Allo stesso tempo, Engelberger invita alla cautela. «Il passato ha dimostrato che ci possono sempre essere sorprese».

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