Keystone
ZUGO
25.07.21 - 08:300
Aggiornamento : 16:37

Primo d'agosto solo con il certificato Covid: «Questa è discriminazione»

La Città di Zugo: «È il solo modo per non contingentare gli ingressi. Nessuno discriminato: basta farsi testare».

Fonte 20 Minuten/Bettina Zanni
elaborata da Dario Ornaghi
Giornalista

ZUGO - La città di Zugo ospiterà un invitato speciale per i suoi festeggiamenti per il 1. Agosto: il capo dell'Esercito Thomas Süssli. Alla sua allocuzione, che si terrà nella centrale Landsgemeindeplatz, saranno ammessi però solo coloro che possano dimostrare di essere vaccinati, guariti dal Covid o testati di recente con esito negativo.

«Accesso all'area del palco solo con Certificato Covid», si legge sul sito del Comune. La restrizione è motivata dalle autorità con le disposizioni vigenti in materia di coronavirus. «Purtroppo, al momento questo è l'unica possibilità per organizzare un evento senza limitare il numero delle partecipanti e dei partecipanti», viene spiegato. In base alle restrizioni federali in vigore, senza certificato l'accesso dovrebbe essere limitato a 1'000 persone.

Dieter Müller, direttore della comunicazione della Città di Zugo, conferma a 20 Minuten che la restrizione vale per tutti coloro che vogliano entrare nell'area. I festeggiamenti, precisa, sono stati organizzati da Zugo Turismo, un'organizzazione privata, e autorizzati dalla polizia.

Le limitazioni suscitano tuttavia dei mal di pancia. «La Città di Zugo discrimina le persone che non hanno un Certificato Covid. Ciò è illegale e moralmente riprovevole», scrive su Twitter Nicolas A. Rimoldi, copresidente di "Mass-voll!" ("La misura è piena!"), un'organizzazione che chiede «il ripristino immediato e incondizionato dei nostri diritti inalienabili di libertà». Il movimento medita di organizzare una manifestazione di protesta a Zugo proprio in occasione del 1. Agosto.

«Questa limitazione all'ingresso calpesta lo spirito liberale della Svizzera e questo proprio nel giorno della Festa nazionale!», denuncia Rimoldi. L'attivista trova insopportabile che le autorità aggravino così i divari già esistenti nella società.

La Città controbatte dal canto suo sostenendo che la regolamentazione dell'ingresso infonde tranquillità ad alcuni partecipanti. «Si può tuttavia avere un'opinione diversa e trovare tale limitazione buona o cattiva», si spiega dal Comune. Da sottolineare, però, è che l'imposizione del certificato non priva nessuno della possibilità di partecipare alla Festa nazionale. Se non vaccinati o guariti, basta farsi testare, insomma.

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