20min/Taddeo Cerletti
SVIZZERA
20.07.21 - 16:320

Il calcio riparte col certificato Covid

Da sabato il campionato svizzero professionistico non prevede più un numero di spettatori limitato

ZURIGO - Dopo un anno di quasi digiuno, nel fine settimana i tifosi delle squadre di calcio che militano in Super League potranno di nuovo affluire a migliaia allo stadio. Unica condizione per essere ammessi sugli spalti: essere vaccinati, guariti o testati negativi al Covid-19, una precondizione che metterà a dura prova i club e invisa a molti fan, specie lo zoccolo duro.

Quando sarà dato il fischio d'inizio alla stagione, sabato alle 18 per la partita tra il Lucerna e lo Young Boys, il numero di spettatori non sarà più limitato. Al momento, circa due terzi degli adulti in Svizzera sono stati immunizzati contro il coronavirus. Tutti gli altri dovranno farsi testare se vogliono assistere alle partite o dimostrare di essere guariti dalla malattia.

Ciò significa, per i sodalizi, un doppio controllo: prima il biglietto d'entrata o l'abbonamento, poi il certificato Covid, senza dimenticare la carta d'identità. Fino a nuovo avviso, i tifosi non vaccinati dovranno prevedere per tempo un test. La maggior parte dei club sono riluttanti a fornire strutture per gli esami negli stadi o in loro prossimità.

È il caso del Grasshoppers di Zurigo, ormai ex grande del calcio elvetico ritornata in Super League, che - come riferito oggi da Radio SRF - non intende istituire strutture simili per la prima partita in casa di domenica contro il Basilea. Il motivo? L'impossibilità di stimare quanti tifosi ne avrebbero fatto uso. Unica eccezione sono i ginevrini del Servette: il club intende dare la possibilità di farsi testare in occasione del primo incontro in casa previsto il 1. agosto.

Lo zoccolo duro dei fan non è affatto contento delle nuove regole. In una dichiarazione congiunta sottoscritta da oltre una dozzina di organizzazioni di tifosi, vengono criticate le nuove regole per accedere allo stadio. Vera spina nel fianco è l'obbligo di mostrare un documento d'identità.

Nel mirino delle rimostranze anche la decisione di diversi club di sbarrare, almeno per il momento, i settori destinati ad accogliere i beniamini della squadra ospite. I tifosi della curva sud dello Zurigo hanno annunciato di non voler entrare assieme allo stadio quale segnale del malcontento serpeggiante per le nuove prescrizioni.

I tifosi temono poi che le nuove disposizioni rimarranno in vigore anche dopo la fine della pandemia. Quelli del Sion criticano l'idea del club di introdurre biglietti personalizzati, ciò che renderà impossibile l'anonimato secondo loro.

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