Immobili
Veicoli
Keystone (archivio)
ZURIGO
16.07.21 - 12:000

Le vicende di Carlos torneranno (ancora) in aula

Il Tribunale d'appello dovrà tornare di nuovo sul caso, motivando meglio le ragioni del prolungamento dell'isolamento.

Lo ha deciso il Tribunale federale di Losanna, specificando che per il detenuto la situazione non cambierà: «Lui rimarrà ancora in isolamento nella prigione di Pöschwies».

ZURIGO - Il Tribunale d'appello di Zurigo dovrà esaminare nuovamente il caso del noto pregiudicato "Carlos" - Brian il vero nome - circa la carcerazione di sicurezza, ossia l'isolamento, cui è sottoposto l'uomo.

Lo chiede una sentenza del Tribunale federale (TF) pubblicata oggi, secondo cui le ragioni dell'istanza inferiore per prolungare tale regime non sono state motivate a sufficienza. Per la persona interessata, in ogni caso, la situazione non cambierà.

Motivazione insufficiente - Per i giudici di Mon Repos, le due paginette presentate dal tribunale zurighese non sono sufficienti. Ciò non significa che la decisione della corte d'appello sia sbagliata sul fondo. Tuttavia, per motivi formali la giustizia zurighese dovrà ritornare sul caso. Per "Carlos" la situazione non cambierà: rimarrà ancora in isolamento nella prigione di Pöschwies. La sua richiesta al TF affinché tale regime carcerario venga tolto è stata infatti respinta.

Inoltre, qualora il Tribunale d'appello dovesse decidere altrimenti, per "Carlos" non cambierebbe nulla. La liberazione dall'isolamento riguarda solo un periodo di tre settimane, ossia il lasso di tempo intercorso tra il dibattimento davanti al Tribunale d'appello di Zurigo e la lettura della sentenza, ossia tra il 26 di maggio e il 16 di giugno.

La sentenza zurighese - Il Tribunale d'appello aveva deciso che "Carlos" non doveva essere tolto dall'isolamento nemmeno per quel breve lasso di tempo. I legali dell'uomo, secondo i quali tale trattamento è equiparabile alla tortura, hanno fatto ricorso al TF contro questa decisione, anche se dalla portata più simbolica che altro. "Carlos" continuerà quindi a rimanere segregato dagli altri carcerati.

Con sentenza del 16 giugno, il Tribunale d'appello ha condannato il 25enne a 6 anni e 4 mesi per diversi delitti commessi in carcere che vanno dalle minacce alle lesioni. I giudici cantonali non hanno però ravvisato gli estremi per il "piccolo" internamento, ossia una terapia stazionaria all'interno della struttura, a causa del rifiuto dell'uomo anche perché, grazie a una "semplice" pena privativa della libertà, "Carlos" avrà la possibilità di uscire di prigione.

La speranza di una liberazione in tempi accettabili rischia però di affievolirsi, giacché la procura zurighese sta conducendo un altro procedimento contro il condannato per una trentina di delitti commessi in carcere. In caso di condanna, quest'ultima si sommerebbe alla pena che sta già espiando.

Un "caso" internazionale

Il caso "Carlos", una vicenda che occupa magistrati e media da anni, ha travalicato le frontiere nazionali. Il relatore speciale dell'ONU contro la tortura, Nils Melzer, ha chiesto al Consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, una presa di posizione scritta sulle condizioni di detenzione del giovane.

L'isolamento, secondo gli standard internazionali, dovrebbe essere una misura temporanea e non eccedere i 15 giorni. Da tre anni, invece, "Carlos" è solo in cella. La risposta della Confederazione dovrebbe giungere entro un mese.

È tra l'altro di pochi giorni fa la sentenza del Tribunale distrettuale di Lenzburg (AG) che condanna un funzionario del carcere minorile della località argoviese per aver picchiato il pregiudicato senza motivo, anche quando si trovava a terra indifeso. Il funzionario è stato condannato a una pena pecuniaria di 18'900 franchi sospesa con la condizionale e a una multa di 4700 franchi. La decisione del tribunale, non ancora passata in giudicato, si è basata soprattutto su prove video.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
volabas56 10 mesi fa su tio
E' una vergogna , da chi è protetto questa feccia umana. Dovrebbero condannare tutti coloro che hanno permesso una cosa del genere. Quante miglia di franchi sono stati spesi per questo delinquente? Il funzionario probabilmente ne aveva piene le scatole ...dopo una" trentina di delitti commessi in carcere" dal signor Carlos. Speditelo al suo paese con un calcio nel fondo schiena.
Monello59 10 mesi fa su tio
allora mandatelo a casa sua ..quale cittadino ..sono profondamente disgustato da come viene trattato il nostro funzionario ..con certa " carn de coll " ...deve tornare a casa sua ..via föö di ball !!!!
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
SVIZZERA
2 ore
Uno svizzero su tre non intende donare gli organi
Con la nuova legge sui trapianti, saranno tutti donatori. Il 36% dei cittadini vuole dichiarare di rifiutare l'espianto
SVIZZERA
12 ore
Dalla fine di maggio, più posti per gli ucraini
Per sette mesi saranno disponibili 250 alloggi in più nell'ex ospedale di Flawil
ARGOVIA
12 ore
Stessa sorte per aggressore e aggredito
La sparatoria avvenuta il 30 ottobre 2020 dopo un tentato furto a un negozio d'armi di Wallbach è a un punto di svolta.
VALLESE
14 ore
Ha sbranato 28 animali: ordinato l'abbattimento di un lupo
L'animale si aggira nell'Alto Vallese, fra i comuni di Ergisch e Unterbäch.
ZURIGO
15 ore
Nessuna bomba all'aeroporto di Zurigo
Nel velivolo di Helvetic Airways non è stato trovato nulla di sospetto.
FOTO
URI
16 ore
"Ucrainizzato" il monumento a Aleksandr Suvorov
L'opera si trova nelle Gole della Schöllenen e dal 1899 ricorda l'alto ufficiale russo.
BERNA
19 ore
Schiacciato da una balla di fieno, muore un 29enne
L'uomo è deceduto in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.
VALLESE
19 ore
La Rega vuole spiccare il volo anche in Vallese
Attualmente solo Air-Glaciers e Air Zermatt sono autorizzate a soccorrere con gli elicotteri.
SVIZZERA
22 ore
Eliminati 227 proiettili inesplosi
Resta alto il numero di segnalazioni. L'aumento sarebbe da ricondurre alla pandemia
SVIZZERA
23 ore
Il sì a Frontex? «È un segno di attaccamento all'Europa»
I giornali commentano i risultati usciti dalle urne ieri, soffermandosi sul (difficile) rapporto tra Svizzera e UE.
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile