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SVIZZERA
14.07.21 - 18:160

Effetto vaccino: è corsa al Dafalgan

Nelle farmacie svizzere le vendite sono aumentate. A Zurigo più 15 per cento, raddoppiate a Winterthur

Antidolorifici e antipiretici sempre più richiesti. Ma si raccomanda di non assumerli prima o immediatamente dopo l'iniezione

Fonte Fabian Pöschl/20 Minuten
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

ZURIGO - Un medicamento tira l'altro. La vaccinazione anti-Covid ha un effetto indiretto, e lo si vede dai registri delle farmacie. Nelle ultime settimane, le vendite di antidolorifici sono aumentate significativamente in Svizzera. 

Dolore alla spalla, affaticamento e mal di testa sono un corollario comune a circa metà dei vaccinati. In un terzo dei casi si presentano anche dolori muscolari, o una sensazione di febbre, in particolare tra i giovani. 

Per questo motivi, ora molti svizzeri stanno facendo scorta di antidolorifici e antipiretici. Prima del Covid circa una persona su quattro nel nostro paese assumeva antidolorifici una volta a settimana (il 24 per cento, secondo un'indagine dell'Ufficio di statistica del 2017). Ma con il procedere della campagna vaccinale, giunta oggi a coprire circa il 50 per cento della popolazione (secondo l'UFSP), i volumi delle vendite sarebbero aumentati ancora. In particolare il Dafalgan è sempre più popolare: «La richiesta è raddoppiata rispetto al normale» afferma Karin Weber della farmacia Steinberg a Winterthur. 

La tendenza è a fare scorta preventiva. «Le persone si riforniscono prima di vaccinarsi, perché non vogliono trovarsi in difficoltà» ha confermato a 20 Minuten la Farmacia della Stazione di Winterthur. 

Eppure sia l'Oms che la Federal Drug Adrministration americana hanno messo in guardia sulla possibilità che questi farmaci influiscano sull'efficacia del vaccino, se assunti prima o subito dopo l'iniezione. Diversamente, nei giorni successivi non sussiste alcuna controindicazione.  

Anche l'Associazione cantonale dei farmacisti di Zurigo segnala un aumento della domanda di antidolorifici di circa il 15 percento. In particolare, per quanto riguarda i principi attivi paracetamolo e ibuprofene. Secondo l'associazione delle farmacie, le scorte non mancano: esistono numerosi preparati al paracetamolo, come il Dafalgan o il Panadol. 

Per via dei prezzi modesti, gli introiti per l'industria farmaceutica non sono macroscopici. L'associazione di categoria Interpharma ha registrato vendite per 197 milioni di franchi nel 2020, con o senza prescrizione. La quota di mercato, sul totale delle vendite nel settore farmaceutico, è di appena il 3 per cento.

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