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SVIZZERA
07.07.21 - 10:210
Aggiornamento : 14:38

Una birra in cambio del vaccino, la Confederazione dice no

Berna non intende introdurre incentivi per rendere il preparato immunizzante più attrattivo agli occhi dei giovani.

E la presidente dei Giovani liberali-radicali di Zurigo ipotizza che un approccio di questo tipo potrebbe suscitare ancora più scetticismo.

BERNA - L'accesso alla funzionalità premium di Tinder, la possibilità di vincere un’automobile, una pinta di birra offerta. Sono solo alcuni degli incentivi offerti da alcuni Stati e Città estere per spingere i giovani a vaccinarsi. Lo stanno facendo, tra molti altri, il Governo americano, la Città di Mosca e lo Stato del New Jersey. E mentre la campagna vaccinale svizzera dà i primi segni di rallentamento, causa minore richiesta, e la diffusione della variante Delta tra i più giovani desta preoccupazione, le autorità federali rimangono ferme sulla loro posizione: non si intende introdurre incentivi mirati al vaccino. Ma le opinioni in materia divergono. 

Più vicini alle giovani generazioni - Secondo Julia Küng, co-presidente dei Giovani verdi, sentita dal portale Watson.ch, chiunque finora abbia esitato, non sarà convinto attraverso questo strumento. Ci sarebbe invece bisogno di una maggiore prossimità e di un’informazione più dinamica: «La vaccinazione deve essere dove sono i ragazzi. Nelle scuole o nelle università, e idealmente senza necessità di un appuntamento». Secondo Küng sarebbe inoltre utile creare canali Whatsapp o Telegram attraverso i quali giovani e meno giovani possano porre domande ed esporre dubbi relativi al vaccino a degli specialisti.

Uno strumento per i privati - Di diversa opinione Gioia Porlezza, presidente dei Giovani liberali-radicali di Zurigo, interpellata sempre da Watson.ch. «Dare dei premi vaccinali non è compito dello Stato», dichiara, ma «è un bene che privati come ristoranti o cinema possano richiedere un certificato Covid all’entrata. Questo crea già un forte incentivo a vaccinarsi». Secondo Porlezza ci sarebbe poi il rischio, in caso lo Stato mostrasse di voler forzare la vaccinazione, di creare ulteriori sospetti e scetticismi. 

Per ora niente regali - Il dibattito rimane aperto insomma, ma gli esperti della task force hanno sottolineato che al momento in Svizzera non sarà introdotta nessuna incentivazione in questo senso. E, secondo quanto detto da Linda Nartey, Vicepresidente dell’Associazione svizzera dei medici cantonali, questa strategia non rientra nemmeno nei piani dei Cantoni. 

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