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SVIZZERA
28.06.21 - 10:090
Aggiornamento : 13:21

Politico ucciso da due "pantere rosa"

Un serbo e un olandese membri delle Pink Panter condannati per una rapina a Metzerlen nel 2010

SOLETTA - Il tribunale distrettuale di Dorneck-Thierstein (SO) ha condannato un serbo di 44 anni e un olandese di 41 anni a 19 e 17 anni e 8 mesi di prigione per assassinio e altri reati. I due, sospettati di appartenere alla banda internazionale dei "Pink Panters", hanno ucciso un politico locale 71enne durante una rapina a Metzerlen (SO) nel 2010.

Il crimine era rimasto irrisolto per lungo tempo. Nel 2011, l'indagine ha portato la polizia sulle tracce di un serbo, all'epoca in prigione all'estero. L'uomo è stato arrestato in Svizzera nel 2017. Due mesi dopo, un olandese di origine serba è stato fermato in Francia nell'ambito di un'operazione coordinata ed è stato estradato in Svizzera.

Il tribunale distrettuale di Dorneck-Tierstein ha condannato il serbo 44enne a 19 anni e l'olandese 41enne a 17 anni. Entrambi sono già in custodia cautelare. La corte ha seguito in gran parte la tesi del procuratore che reclamava una pena di 20 anni di prigione. La difesa aveva chiesto invece l'assoluzione per mancanza di prove. Il verdetto può ancora essere impugnato.

I fatti risalgono al 14 marzo 2010. Il serbo e l'olandese hanno legato il 71enne e lo hanno colpito violentemente alla testa almeno otto volte con un oggetto contundente e tagliente. La vittima ha subito gravi ferite ed è morta quattro mesi dopo in ospedale.

Entrambi gli imputati, che erano stati precedentemente condannati in Francia, non hanno rilasciato dichiarazioni durante il processo e non hanno mai confessato. Secondo il procuratore, speravano di trovare oggetti di valore e milioni di franchi in contanti nella casa, ma se ne sono andati senza bottino.

Sulla scena del crimine, gli investigatori hanno trovato una sciarpa con tracce di Dna del serbo. Lo stesso profilo di Dna è stato ritrovato anche sui cavi usati per legare la vittima. Ci sono anche molti indizi a carico dell'olandese. Quest'ultimo aveva dichiarato di non trovarsi in Svizzera al momento del crimine. Un testimone protetto, interrogato in videoconferenza, ha però affermato di aver accompagnato più volte i due nel viaggio dalla Serbia alla Svizzera e che questi gli avevano raccontato del crimine commesso a Metzerlen.

I due uomini avevano anche rapinato una gioielleria a Wettingen (AG) nel 2010, scappando con un bottino di circa 850.000 franchi. Il proprietario della gioielleria e una dipendente erano stati minacciati con un'arma e legati.

Il processo si è svolto durante tre giorni fra fine maggio e inizio giugno in un luogo segreto per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte. Il pubblico è stato escluso ed i rappresentanti dei media hanno potuto seguire i dibattimenti tramite video. Il verdetto non è ancora definitivo e può essere impugnato.

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