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ZURIGO
21.05.21 - 18:560

Minacce di morte a causa del loro impegno nelle iniziative agricole

Il dibattito accende gli animi. E in alcuni casi la situazione sta degenerando.

Diversi agricoltori si trovano a dover così affrontare odio e minacce.

ZURIGO - Insulti, ostilità, minacce di morte: i toni si accendono con l'approssimarsi del voto sulle l'iniziative "green" relative all'uso di pesticidi e sull'acqua potabile.

Anche la promotrice di quest'ultima, Franziska Herren, non è stata risparmiata. Recentemente tutta la sua famiglia ha ricevuto minacce di morte. E non è la sola. La consigliera agli Stati Celine Vara è persino sotto la protezione della polizia a causa delle numerose minacce. Ciò, in conseguenza al suo appoggio alle iniziative agricole.

Il consigliere federale Guy Parmelin, ha espresso preoccupazione sul clima della campagna elettorale. «Le minacce di morte sono totalmente inaccettabili. L'intero Consiglio federale condanna con la massima fermezza questa situazione. Speriamo che la magistratura trovi gli autori e li punisca severamente. Il fatto che un membro del Consiglio degli Stati non possa più esprimersi liberamente è drammatico e pericoloso per la democrazia», ha sottolineato.

Gli agricoltori ci contattano tutti i giorni - Dominik Waser, membro del comitato dell'iniziativa sui pesticidi, è tra coloro che stanno accusando il colpo. «Ricevo per posta molti insulti e dimostrazioni di ostilità. Questi sono aumentati nelle ultime due settimane».

Waser, però, vuole continuare a battersi per l'approvazione dell'iniziativa sui pesticidi. «Il clima sta diventando sempre più duro, ma non ci lasceremo intimorire. La mia generazione ha diritto a un futuro sano e privo di pesticidi».

Alcuni agricoltori lo contattano quotidianamente spiegando di non avere più il coraggio di parlare a favore dell'iniziativa antiparassitaria. «A causa di questa atmosfera, temono di dover fare i conti con conseguenze negative».

«Mi avrebbero portato via la terra» - Uno di questi è AS*, sostenitore dell'iniziativa sui pesticidi, che crede possa essere attuata bene. Ma non osa dirlo ad alta voce. «Sarei linciato se i contadini intorno a me lo sapessero. Reagiscono con un odio enorme nei confronti di tutti coloro che sostengono l'iniziativa». S. ha anche timori di natura economica. «Gli agricoltori probabilmente mi porterebbero via la terra che pascolo se conoscessero la mia opinione sui pesticidi».

Lettere alla famiglia - Anche l'agricoltore biologico Deborah Meister non osa più prendere posizione pubblicamente. «Siamo stati attaccati più volte durante la notte. Ti chiedi cosa possano arrivare a fare. Il prossimo incendierà il nostro pagliaio?». Meister è spaventata per i suoi quattro figli e per gli animali. «Spero che tutto questo finisca il prima possibile e che la situazione si calmi», aggiunge.

Dall'altra parte della barricata le cose non vanno meglio. «È un argomento che suscita emozioni forti, riguarda il futuro dell'agricoltura e dell'industria alimentare e molte persone sono direttamente interessate», spiega Markus Ritter, presidente dell'Associazione svizzera degli agricoltori, che si sta battendo contro le iniziative.

Anche la sua famiglia è stata attaccata. «Dalla scorsa settimana ho probabilmente ricevuto da dieci a dodici lettere anonime di odio e persino mia moglie ha ricevuto una lettera in cui cercavano di diffamarmi».

Ritter la prende con tranquillità. «Sono solo un manipolo di cittadini arrabbiati che danno libero sfogo alla loro frustrazione».

* Nome noto all'editore

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