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BERNA
17.05.21 - 08:530

La pandemia frena le condanne

La contrazione maggiore riguarda le violazioni alla legge sugli stranieri e la loro integrazione.

In forte calo anche i reati secondo la legge sulla circolazione stradale.

BERNA - La pandemia, certo, ci avrà messo lo zampino. Di fatto, il casellario giudiziale a fine 2020 era molto più "leggero" del solito, con "sole" 95'000 condanne nei confronti di adulti, ovvero l’11% in meno rispetto al 2019.

Netto calo in tutti gli ambiti - Stando a quanto emerge dalla statistica delle condanne penali realizzata dall’Ufficio federale di statistica, si è registrato un numero minore di condanne sia per reati ai sensi del Codice penale (CP) sia ai sensi delle principali leggi sussidiarie.

Particolarmente marcata è la contrazione delle condanne per reati ai sensi della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI: –17%) e della legge sugli stupefacenti (LStup: –14%).

In forte calo (–13%) anche le condanne per reati secondo la legge sulla circolazione stradale (LCStr). In particolare, sono calate del 15% le condanne per guida in stato di inattitudine (soprattutto sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti), fatto che può essere ricondotto in parte alla chiusura di bar e ristoranti. La diminuzione più contenuta è quella registrata per le condanne ai sensi del CP (–5%).

Diminuzione maggiore riscontrata per le persone straniere senza permesso B o C - Considerando la situazione nell’ottica delle persone condannate, si riscontra che la contrazione delle condanne di persone straniere senza permesso B o C (CP: –12%; LCStr: –21%; LStup: –21%) è molto più marcata rispetto a quella di persone di nazionalità svizzera o straniere in possesso di un permesso B o C (CP: –3%; LCStr: –9%; LStup: –8%).

Per quanto riguarda le condanne per violazione grave delle norme della circolazione (spesso eccesso di velocità), emerge un quadro a prima vista un po’ inaspettato, in quanto risulta addirittura un aumento del numero di condanne (+3%) delle persone di nazionalità svizzera e di quelle di nazionalità straniera con un permesso B o C, mentre per i cittadini stranieri senza permesso B o C sono state pronunciate il 25% di condanne in meno.

Anche qui, i provvedimenti adottati per combattere la pandemia della COVID-19 forniscono una possibile spiegazione: da un lato, la chiusura delle frontiere ha comportato un numero minore di passaggi attraverso il territorio svizzero, mentre dall’altro, si può supporre che le persone che vivono in Svizzera abbiano evitato più spesso il trasporto pubblico, prediligendo gli spostamenti in auto.

Forte diminuzione delle pene detentive di oltre due anni - A causa del minor numero di condanne, sono state pronunciate anche meno pene. La suddivisione tra i vari tipi di pena è comunque rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, poiché anche nel 2020 la sanzione principale, inflitta nel 70% di tutte le condanne, ha continuato ad essere la pena pecuniaria con sospensione condizionale.

Ciò che colpisce, tuttavia, è il calo particolarmente elevato delle pene detentive di più di due anni, passate da 865 nel 2019 a 630 nel 2020 (–27%). Qui, negli anni successivi sarà importante osservare se la riduzione è dovuta più al fatto che le sentenze nel quadro di procedimenti penali per reati più gravi sono state pronunciate e iscritte nel casellario giudiziale in ritardo a causa della pandemia, o se ci sono stati davvero meno reati gravi.

In calo anche le espulsioni - Nel 2020, sono state pronunciate 1841 espulsioni. Anche in questo caso, i numeri sono in calo rispetto al 2019 (–12%). Come negli anni precedenti, si è trattato principalmente di espulsioni obbligatorie (90%) pronunciate per condanne di persone straniere senza permesso B o C (81%).

Nel 61% di tutte le condanne per un reato ai sensi dell’articolo 66a del CP, è stata inflitta un’espulsione (tasso di applicazione dell’espulsione obbligatoria). Questa proporzione dipende fortemente dalla pena pronunciata contemporaneamente. Per quanto riguarda le pene pecuniarie, il tasso di applicazione è del 5%, per le pene detentive inferiori a sei mesi del 45% e per le pene detentive di sei mesi o più dell’86%.

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