Tamedia
SVIZZERA
24.04.21 - 08:060

«Ora la Svizzera deve ordinare vaccini per i prossimi anni»

Secondo gli esperti si tratta di seguire l'esempio di Israele, che ha già concluso accordi per altri milioni di dosi

Soltanto in questo modo sarebbe possibile assicurarsi le forniture necessarie per i richiami

Fonte 20 Minuten /Daniel Krähenbühl
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

BERNA - La Confederazione si è mossa troppo lentamente, troppo tardi e ha esitato: l'acquisto delle dosi di vaccino è ormai diventata una questione politica. E alla Svizzera sta costando caro il fatto di essersi mossa in ritardo rispetto agli altri paesi occidentali. Nelle scorse settimane, in diversi cantoni innumerevoli appuntamenti fissati per la somministrazione hanno dovuto essere rimandati a causa della carenza di dosi.

Uno scenario che ora rischia di ripetersi. Basta volgere lo sguardo a Israele, dove sono già stati sottoscritti contratti con Pfizer e Moderna per la fornitura di milioni di dosi per effettuare i richiami contro possibili mutazioni del coronavirus. Non è al momento noto se la Confederazione sia concludendo accordi analoghi.

«Il Governo federale è ancora in contatto con i vari produttori di vaccini, in quanto lo sviluppo della pandemia è difficile da valutare» afferma una portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) interpellata da 20 Minuten. Gli accordi presi con Moderna, tra l'altro, consentono alle autorità sanitarie federali di adeguare parte delle forniture sulla base delle effettive esigenze, anche rimandandole alla prima metà del 2022.

Evitare le ordinazioni last minute - Ma non bisogna perdere tempo, secondo l'infettivologo Christian Garzoni, direttore sanitario alla Clinica Moncucco di Lugano: è necessario seguire l'esempio di Israele, sottoscrivendo già ora contratti per le dosi da utilizzare per i richiami della vaccinazione dal 2022. «Si può presumere che sarà necessario un trattamento supplementare con un preparato ulteriormente sviluppato, pertanto la Svizzera dovrebbe già effettuare sufficienti ordinazioni». Quella del vaccino è infatti l'unica via per uscire da questa pandemia. «Non possiamo permetterci di fare ordinazioni all'ultimo minuto».

Un pensiero che condivide Felix Schneuwly, esperto di salute presso Comparis: «La politica pandemia elvetica soffre di una palese mancanza di lungimiranza: invece di pensare soltanto al passo successivo, si dovrebbe pensare anche a quello dopo». Così come avviene in altri paesi, come per esempio Israele. Ora è quindi necessario non restare indietro e prepararsi a tutti gli scenari possibili. «È estremamente importante che adesso avvengano le negoziazioni e la sottoscrizione di accordi» afferma Schneuwly.

Contratti con clausola d'uscita - Anche l'economista della saluta Willy Oggier guarda all'esempio israeliano. E sostiene che la Svizzera lo debba seguire. «Ma visto che al momento non è possibile prevedere fino a che punto saranno richieste le vaccinazioni di richiamo, il contratto deve essere flessibile». I fondi dovrebbero per esempio venire impiegati soltanto nel momento in cui i preparati sono autorizzati nel nostro paese ed effettivamente efficaci contro eventuali mutazioni del virus. «Bisogna prevedere anche una clausola d'uscita, in caso che alla fine il vaccino non serva» conclude Oggier.

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