20min/Michael Scherrer
SVIZZERA
04.04.21 - 14:150
Aggiornamento : 22:00

Telelavoro: il capo ti può “spiare”?

È sufficiente un software per monitorare i dipendenti che lavorano da casa. Ma non tutto è consentito

Il sindacato UNIA sconsiglia la sorveglianza dei collaboratori, in quanto rischia di peggiorare il clima aziendale

Fonte 20 Minuten / Janine Gloor
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Il lavoro da casa? Per molti è diventata una consuetudine a causa della pandemia. Ma si tratta di una situazione in cui - lavorando appunto dal proprio domicilio - i collaboratori si trovano fuori dalla potata dei loro capi. Ci sono però casi in cui i dipendenti si lasciano sorvegliare attraverso degli appositi software installati sui loro computer. Anzi, un'azienda francese va addirittura oltre: il suo software di sorveglianza interagisce con la telecamera del computer ed è in grado di riconoscere se l'utente sta mangiando, si allontana dalla postazione di lavoro o se è presente una seconda persona.

Anche in Svizzera si contano dipendenti che pur trovandosi in telelavoro non sono del tutto inosservati dall'azienda. Per esempio da Novartis che, come confermato a 20 Minuten, ha adottato il software Microsoft Workplace Analytics. Si tratta di uno strumento che, lo fa sapere un portavoce di Novartis, utilizza soltanto metadati anonimizzati di Outlook. «Permette di capire in che misura i collaboratori lavorano coi colleghi e quanto si dedicano invece al lavoro individuale».

Il 3% dei dipendenti non ha accettato - Il software adottato da Novartis registra anche il momento in cui il dipendente esce dai programmi utilizzati per il lavoro. Sempre secondo il portavoce, per l'azienda conta molto un buon equilibrio tra lavoro e tempo libero. E sottolinea che i dati raccolti vengono sempre analizzati nel loro complesso, senza andare quindi nel dettaglio per un singolo collaboratore. Si tratta per esempio d'informazioni che vengono integrate nei sondaggi condotti tra i dipendenti.

Inoltre, i collaboratori di Novartis hanno potuto scegliere se accettare o meno l'installazione di Workplace Analytics. Il 3% ha deciso di farne a meno, afferma il portavoce.  

Sorvegliare il dipendente in telelavoro è legale? - In ogni caso, i capi non possono controllare a piacimento i dipendenti. «Il monitoraggio dei collaboratori in telelavoro è strettamente limitato dal diritto del lavoro, dalla legge sulla protezione dei dati e anche dal diritto penale» afferma l'avvocato Boris Etter, interpellato da 20 Minuten. Il monitoraggio deve pertanto essere necessario come pure proporzionato al rapporto di lavoro.

Nel caso di un conducente di un portavalori, per esempio, un sistema di monitoraggio sarebbe consentito, in quanto la sua sicurezza e quella della merce trasportata sono in primo piano. «Ma un controllo generale del comportamento del dipendente attraverso, per esempio, una telecamera è vietato» sottolinea Etter. «Inoltre, qualsiasi metodo di sorveglianza deve essere limitato nel tempo».

Unia: la fiducia è meglio del controllo - Secondo il sindacato Unia, quella del monitoraggio non è la soluzione giusta: «La sorveglianza non garantisce che qualcuno stia svolgendo il suo lavoro» dice il portavoce Philipp Zimmermann. «Se qualcuno lavora da casa e invece di svolgere le sue mansioni guarda per ore fuori dalla finestra, lo si comprende anche in altri modi».

In ogni caso, un'impresa si dovrebbe chiedere se il monitoraggio dei dipendenti sia effettivamente utile o se non sia semplicemente uno strumento che peggiora il clima di lavoro. «Soprattutto in un periodo in cui dobbiamo mantenere le distanze, per un'azienda è ancora più importante - in caso di dubbi - cercare il dialogo personale invece di effettuare un monitoraggio digitale dei dipendenti» conclude Zimmermann.

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