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BERNA
19.03.21 - 17:280
Aggiornamento : 19:41

Niente riaperture, tra critiche e inviti alla prudenza

Molti scettici, ma anche qualche favorevole alla decisione dell'Esecutivo di posticipare gli allentamenti

Economiesuisse: «Troppi tentennamenti». PLR: «Poca trasparenza». Travail.Suisse: «Prudenza e pazienza». Verdi: «Situazione tesa, restiamo cauti». Gastrosuisse: «Delusione immensa»

BERNA - Pur comprendendo in parte la prudenza del Consiglio federale di fronte alle riaperture, economiesuisse critica la decisione governativa odierna di non aprire le terrazze dei ristoranti e di mantenere l'obbligo del telelavoro.

Secondo l'organizzazione, con un approccio maggiormente basato sul rischio, si sarebbe potuto consentire almeno una riapertura delle terrazze.

La reazione di Economiesuisse contiene comunque una nota positiva: l'organizzazione giudica favorevolmente la proroga delle misure concernenti il lavoro ridotto sino a fine giugno.

PLR critico - Anche il Partito liberale-radicale guarda con un occhio critico la decisione odierna del Consiglio federale di non riaprire le terrazze dei ristoranti e di non consentire le manifestazioni a causa del peggiorare della situazione epidemiologica.

Anche se con l'adozione delle modifiche della legge Covid-19 in Parlamento si creano le basi per misure di sostegno più mirate, purtroppo il Governo non è ancora disposto a dare reali prospettive alla popolazione e alle aziende come il PLR l'aveva richiesto nel suo piano di azione dei 100 giorni, si legge in una nota odierna.

Per il partito di Petra Gössi, le strategie di test e la campagna di vaccinazione restano l'unica via da seguire per tornare al più presto alla normalità. Secondo il PLR, è ancor più incomprensibile che il Consiglio federale manchi di trasparenza su come intenda accelerare la vaccinazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

UDC: «Affronto alla popolazione» - Come ce lo si poteva attendere, l'UDC non usa mezzi termini di fronte alla decisione odierna del Consiglio federale di mantenere ancora chiuse le terrazze dei ristoranti e di non consentire le manifestazioni con pubblico. Si tratta di «un affronto alla popolazione e ai ristoratori».

Il partito di Marco Chiesa giudica «inaccettabile la mini-decisione odierna» dell'Esecutivo, che ha unicamente innalzato, da cinque a dieci, il limite concernente le riunioni famigliari al chiuso.

«Cambio di rotta nella direzione sbagliata» - I ristoranti non potranno aprire né gli spazi interni né quelli esterni e «la delusione nel settore della ristorazione è immensa». Per Gastrosuisse, è «assolutamente incomprensibile» che il Consiglio federale non voglia mettere fine questo «lockdown settoriale».

L'approccio «estremamente esitante» del Consiglio federale «aggrava ulteriormente la situazione in un settore dove un'azienda su cinque ha già dovuto chiudere i battenti. E un altro 20% sarà presto costretto a fare altrettanto», scrive in una nota l'organizzazione di settore.

Solo una settimana fa, la ristorazione sperava che il Consiglio federale desse almeno una prospettiva e una sicurezza di pianificazione. «Il tira e molla del governo, che oggi ha fatto un inversione di marcia, è assolutamente deludente e tutt'altro che comprensibile», afferma il presidente di GastroSuisse, Casimir Platzer, citato nella nota.

Con gli annunci odierni, l'apertura delle aree esterne dei ristoranti slitta ad almeno la fine di aprile. «Speriamo che il Consiglio federale cambi la sua strategia e adotti un approccio ragionevole alla pandemia», dichiara Platzer. «Altrimenti, i ristoranti probabilmente non apriranno mai più».

Il presidente di Gastrosuisse considera inoltre «tragico» che i contributi a fondo perso non siano ancora arrivati e che nella sessione delle Camere federali che si è conclusa oggi non si sia trovata una maggioranza per mettere fine alle disparità di trattamento.

«Ora più test e vaccinazioni» - Per migliorare la situazione epidemiologica e creare le condizioni per nuove graduali aperture, bisogna assolutamente intensificare l'offensiva in materia di test e di vaccinazioni. È quanto sostiene l'Alleanza del Centro in una nota.

Pur deplorando che il Governo chieda ancora maggiore pazienza e perseveranza alla popolazione e alle aziende interessate dalle chiusure, il Centro (ex PPD e PBD) si rallegra tuttavia che il limite delle cinque persone venga tolto ed esteso a dieci persone. «In vista delle prossime festività pasquali, si tratta perlomeno di un piccolo barlume di speranza», in particolare per le famiglie, secondo l'Alleanza del Centro.

«Prudenza e pazienza, non c'è altra strada» - Per il sindacato Travail.Suisse, la decisioni odierne sono invece comprensibili e in linea con le richieste presentate in risposta alla consultazione. Con un'apertura lenta e graduale e un'offensiva simultanea di test e vaccinazioni, la Svizzera tornerà più rapidamente alla normalità.

Tuttavia, ribadisce il sindacato in una nota, ulteriori misure di sostegno sono urgentemente necessarie per preservare i posti di lavoro e i redditi. In particolare, Travail.Suisse accoglie con favore gli sgravi per il lavoro a orario ridotto decisi dal governo e la proroga dell'indennità del 100% per i dipendenti con salari bassi decisa dal Parlamento fino alla fine di giugno.

«Il Consiglio federale si sarebbe giocato la sua credibilità se avesse deciso altri passi di apertura di fronte alla situazione epidemiologica», afferma il presidente di Travail.Suisse, Adrian Wüthrich, citato nella nota.

Verdi e Verdi liberali: «Prudenza giustificata» - I Verdi appoggiano l'approccio prudente del Consiglio federale. In un tweet diffuso al termine della conferenza stampa, affermano che «giustamente, vista la situazione tesa, il Consiglio federale rimane cauto».

Per il partito ecologista non dovrà esservi nessun allentamento prematuro durante questa terza ondata, «altrimenti, la fine della pandemia sarà rimandata all'infinito».

Per i Verdi liberali, il Consiglio federale sta dimostrando fermezza e responsabilità. Nella situazione attuale, un ulteriore rilassamento sarebbe «una negligenza grossolana». Una terza ondata dell'epidemia da covid deve essere impedita in ogni modo, nell'interesse sia della popolazione che dell'economia, scrive il presidente Jürg Grossen in un tweet.

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