Keystone
«È cruciale dare una prospettiva» (immagine generica)
SAN GALLO
14.03.21 - 22:300

Appello bipartisan al governo: «I giovani devono sapere quando potranno essere vaccinati»

Nel cantone fanalino di coda della campagna, le sezioni giovanili dei partiti invocano una «prospettiva».

Al momento, non c'è alcun cronoprogramma.

SAN GALLO - Tutto dipende dalla disponibilità di vaccini, ma in Ticino si sa che, al momento, vengono immunizzate le persone di più di 75 anni, a fine marzo seguiranno i malati cronici e così di seguito con le altre fasce di popolazione fino a quando, dalla fine di maggio, tutti i residenti di più di 16 anni potranno farsi inoculare il siero. A San Gallo non è così. Nel cantone fanalino di coda per le vaccinazioni contro il Covid-19, infatti, non esiste alcun cronoprogramma e, a parte gli ultra 80enni che stanno ricevendo il preparato in questi giorni e gli ultra 75enni che lo otterranno «dopo Pasqua», non è noto quando le altre categorie possano aspettarsi di sottoporsi all'iniezione.

Alle locali sezioni giovanili dei partiti dell'intero arco politico, però, questa indeterminatezza non va più bene. Dalla GISO ai Giovani PPD ai Giovani UDC, chiedono che il Cantone dia loro una «prospettiva»: «È cruciale dare finalmente ai giovani una prospettiva», scrivono in un comunicato congiunto.

Pur contenti della prevista apertura di quattro centri vaccinali cantonali per gli ultra 75enni, i giovani politici sangallesi invitano a non dimenticarsi di chi anziano non è: «Continua a non essere chiaro a partire da quando quale fascia d'età può prenotare (un appuntamento, ndr) e quando dovrebbe essere vaccinato il resto della popolazione», lamentano. Un piano garantirebbe sicurezza a chi aspetta di essere immunizzato, sottolineano, e permetterebbe ai giovani d'intravvedere la «tanto sospirata luce in fondo al tunnel».

Come riferiva venerdì il Tagblatt, il Canton San Gallo è il fanalino di coda in Svizzera per numero di persone vaccinate in maniera completa (1a e 2a dose). Dall'inizio della campagna, avviata il 9 gennaio scorso, 22'262 persone hanno ricevuto la seconda dose di Pfizer/BioNTech o Moderna, ossia circa il 4,4% della popolazione (dato aggiornato al 10 marzo). In totale sono state somministrate 65'700 dosi di uno dei due preparati autorizzati.  

Come termine di paragone, in Ticino, in base all'ultima conferenza stampa del DSS, 21'575 persone hanno ricevuto la prima e la seconda dose del siero (circa il 6,1% della popolazione). 4'745 hanno invece ricevuto solo la prima.

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