Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
08.03.21 - 16:330

Legge Covid, il Consiglio federale «ridia speranza alla popolazione»

Il plenum dovrà decidere se iscrivere nella legge la data del 22 marzo per riaprire ristoranti e altre attività.

Tra le proposte anche quella (voluta dall'UDC) di "mettere il bavaglio" agli esperti della Task force Covid-19 della Confederazione.

BERNA - La situazione attuale richiede un ulteriore intervento dello Stato per far fronte alle conseguenze negative per l'economia e la società della pandemia di coronavirus. Tuttavia, è necessario un cambio di strategia da parte del Consiglio federale per ridare speranza alla popolazione e al mondo del lavoro, testando maggiormente e vaccinando il più possibile.

È il succo del dibattito di entrata in materia, non contestata, alle modifiche della Legge Covid-19 al vaglio in questo momento del Consiglio nazionale, dopo la prima lettura data la settimana scorsa dagli Stati.

La legge prevede un ulteriore iniezione finanziaria - in totale quasi 10 miliardi - per far fronte alle conseguenze negative sulle attività economiche chiuse o limitate dal governo.

Ma prima di esaminare le condizioni per gli aiuti alle società e alla popolazione, il plenum dovrà decidere se iscrivere nella legge una data fissa - 22 marzo - per l'apertura di ristoranti e altre attività economiche, mettere sotto tutela il governo e limitare il diritto di parola degli esperti della Task Force Covid del Consiglio federale, accusati - specie dall'UDC - di esprimersi pubblicamente con eccessiva disinvoltura.

Dobbiamo riprenderci i nostri diritti
Nel suo intervento a nome del gruppo UDC, Magdalena Martullo Blocher (GR) ha criticato il «massiccio e arbitrario» comportamento del Consiglio federale, che da un anno «ha praticamente sospeso la Costituzione», restringendo in maniera eccessiva la libertà economica e di movimento della popolazione.

«Molti sono rimasti scioccati dall'avere paragonato il comportamento del Consiglio federale a quello di una dittatura, ma se per dittatura s'intende il governo di pochi, ebbene ciò è il caso», ha spiegato la consigliera nazionale democentrista, secondo cui «il parlamento e i Cantoni non possono più nascondersi dietro l'esecutivo, bensì devono riappropriarsi delle loro prerogative. Non siamo stati eletti per sottometterci ai diktat del Governo».

Per l'UDC, è importante che l'economia riprenda a girare al più presto, tenendo conto dei casi di infezione in diminuzione. Il Consiglio federale, ha lamentato Martullo Blocher, non ha ancora presentato un piano al riguardo.

«Populismo grottesco»
A nome del gruppo socialista, Roger Nordmann (PS/VD) ha giudicato assurde e populiste le critiche dell'UDC al Consiglio federale, rimarcando che la popolazione rispetta nella sua maggioranza le restrizioni ordinate dal Consiglio federale. «Il tentativo di imbavagliare gli scienziati della Task Force è grottesco - ha affermato Mattea Meyer (PS/ZH) -, mentre dovremmo concentrarci sui problemi reali, ossia su come attenuare le ripercussioni economiche e sociali negative della crisi pandemica». «Dobbiamo evitare fallimenti e dare sicurezza ai lavoratori, minacciati nella loro esistenza», ha sottolineato la copresidente del Partito socialista.

Per i Verdi Franziska Ryser (SG) e Sophie Michaud Gigon (VD) bisogna concentrarsi sul modo per attenuare al meglio le conseguenze economiche e sociali della crisi, accelerando il versamento degli aiuti alle aziende in difficoltà, «evitando soprattutto di prolungarla, come si rischierebbe di fare se si aprisse l'economia troppo presto come vogliono certi ambienti. È solo uniti che usciremo da questa situazione».

A nome dei Verdi liberali, Melanie Mettler (BE) ha ricordato l'importanza di proteggere la salute della popolazione evitando un tracollo dell'economia. «Siamo costretti a convivere con una certa insicurezza, ma in particolare dobbiamo evitare una terza ondata pandemica che non farebbe che peggiorare la situazione, specie dell'economia». Mettler ha invitato il plenum a operare in maniera costruttiva.

Sempre per i Verdi liberali, Jürg Grossen (BE) ha insistito sulla necessità di migliorare la prevenzione, facendo eseguire più test e vaccinazioni. «Da questo punto di vista siamo troppo lenti», ha dichiarato.

Cambio strategia
Markus Ritter (Centro/SG) ha dichiarato: «Ci vogliono misure supplementari per contrastare la situazione, ma vogliamo un cambio di strategia per dare prospettive all'economia e alla popolazione in generale, grazie alle possibilità date dai test e dalle vaccinazioni. Il numero di infezioni e di decessi è in flessione. Le restrizioni vanno limitate al minimo necessario. Molte persone stanno soffrendo, in particolare a livello psicologico, per non parlare che migliaia di persone ricevono le indennità del lavoro ridotto e sono preoccupate per il futuro».

Anche per Daniela Schneeberger (PLR/BL) il governo deve presentare un piano di uscita dalla situazione, «evitando di regolare tutto nei particolari, per riguadagnare la fiducia della popolazione». L'economia ha bisogno di sapere che cosa accadrà dopo il 22 di marzo, quando il governo rivaluterà la situazione.

Per Schneeberger, sono quindi necessari più test per la popolazione e un'accelerazione delle vaccinazioni, al momento un'operazione che «prosegue troppo lentamente».

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