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A Chateau Saint-Maire, sede del governo vodese, delle persone hanno acceso 890 candeline sabato sera in ricordo delle vittime del Covid
SVIZZERA
14.02.21 - 11:430

Il Covid in Svizzera compie un anno

A febbraio scorso l'epidemia faceva la sua comparsa in Ticino. Da allora tutto è cambiato. Ecco la cronistoria

BERNA - Il tempo passa in fretta, anche quando non ci si diverte. Da ormai un anno il coronavirus sta mettendo sottosopra la vita in Svizzera: in due ondate, a partire dal 25 febbraio 2020 ha ucciso oltre 9000 persone e portato le autorità a drastiche misure di contenimento.

Tra il primo caso registrato in Ticino, il 25 febbraio scorso - un medico rientrato da un convegno a Milano - al primo contagio da "variante brasiliana" una settimana fa: in dodici mesi nel nostro paese come nel resto del mondo è successo di tutto. Chiusure, aperture, misure preventive, mascherine. Ecco una cronistoria dei fatti più rilevanti. Sperando che il primo compleanno dell'epidemia svizzera sia anche l'ultimo.  

Febbraio

25 febbraio: primo caso confermato di Covid-19 in Svizzera, in Ticino

27 febbraio: inizia la campagna di prevenzione dell'Ufficio federale di sanità pubblica. Bisogna lavarsi bene le mani, starnutire o tossire nel gomito e rimanere a casa in caso di tosse e febbre.

28 febbraio: il Consiglio federale vieta fino al 15 marzo le manifestazioni con più di mille persone.

Marzo

5 marzo: primo decesso ufficiale in Svizzera legato al coronavirus.

13 marzo: superati i 1000 casi. Primo pacchetto economico del governo per 10 miliardi di franchi.

15 marzo: la sessione delle Camere federali viene interrotta.

16 marzo: il Consiglio federale proclama la "situazione straordinaria" e chiude le scuole. Gli eventi con oltre 100 persone vengono vietati. In bar, ristoranti e club possono entrare al massimo 50 persone.

17 marzo: i negozi, tranne quelli essenziali, vengono chiusi. Diversi Cantoni chiedono l'intervento dell'esercito per gestire la situazione.

20 marzo: vietati gli assembramenti con oltre cinque persone. Il governo sblocca 40 miliardi per gli aiuti economici. Le operazioni non essenziali vengono rinviate dagli ospedali.

Aprile

16 aprile: i casi diminuiscono e il Consiglio federale annuncia un graduale allentamento del lockdown.

29 aprile: si conclude la più grande azione di rimpatrio della storia svizzera, oltre 7000 persone rimaste all'estero per le restrizioni di viaggio vengono fatte tornare a casa.

Maggio

4-6 maggio: sessione straordinaria del Parlamento nella sede eccezionale di Bernexpo. Sbloccato il pacchetto da 57 miliardi di aiuti.

11 maggio: riaprono scuole, bar, ristoranti e altri luoghi di intrattenimento.

20 maggio: il governo approva ulteriori 14,2 miliardi di aiuti.

Giugno

6 giugno: ulteriore allentamento delle misure. Permessi eventi fino a 300 persone.

22 giugno: il Consiglio federale annuncia ulteriori alleggerimenti, consentiti eventi fino a 1000 persone.

Luglio

1 luglio: annunciato obbligo di mascherine sui mezzi pubblici.

Ottobre

1 ottobre: eventi con oltre 1000 persone sono nuovamente permessi.

7/8 ottobre: i nuovi casi giornalieri tornano sopra 1000.

19 ottobre: l'obbligo delle mascherine viene ampliato a luoghi pubblici al chiuso, stazioni e aeroporti.

23-28 ottobre: diversi Cantoni tornano a inasprire le misure e chiedono di nuovo l'aiuto dell'esercito.

Novembre

4-6 novembre: i nuovi casi giornalieri sono oltre 10'000. Diversi Cantoni romandi chiudono bar e ristoranti.

18 novembre: il Consiglio federale mette a disposizione un miliardo di franchi per sostenere le società sportive.

Dicembre

1 dicembre: la Confederazione si prepara in vista dell'arrivo dei vaccini. Verranno vaccinati per primi i pazienti a rischio.

18 dicembre: il Consiglio federale annuncia la chiusura, a partire dal 22 dicembre, di ristoranti, strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport.

19 dicembre: Swissmedic dà il via libera al vaccino Pfizer/BioNTech.

20 dicembre: sospesi i voli da Gran Bretagna e Sudafrica a causa di varianti del virus più contagiose.

23 dicembre: prime vaccinazioni.

24 dicembre: primo caso di variante "inglese".

27 dicembre: primo caso di variante "sudafricana".

Gennaio

9 gennaio: oltre 1500 persone protestano contro le misure anti-coronavirus.

13 gennaio: deciso inasprimento delle misure, inclusa la chiusura dei negozi, fino alla fine di febbraio.

27 gennaio: il Consiglio federale punta sui test di massa e permette quarantene più corte.

Febbraio

1 febbraio: decise multe in caso di infrazione contro le misure anti-coronavirus.

7 febbraio: inasprite le misure per l'entrata in Svizzera da diversi Paesi, come il possesso di un test negativo.

8 febbraio: primo caso di variante "brasiliana".

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