Keystone
SVIZZERA
04.02.21 - 09:220
Aggiornamento : 13:03

Gli scettici del virus non vogliono pagare il canone Serafe

Non sono d'accordo sulla gestione dell'informazione durante la pandemia, e come è stato trattato il tema.

Sulla rete circolano anche immagini di bollette bruciate.

BERNA - I corona-scettici hanno un nuovo obiettivo: il canone radiotelevisivo. La televisione svizzera, in particolare la SRF, è accusata di aver trattato il tema della pandemia in maniera non adeguata: «Quello che hanno fatto per un anno è da criminali», «Non cofinanzierò più questa propaganda dell'orrore» sono solo alcuni dei commenti (pubblicabili) che si leggono in alcuni gruppi Facebook e Telegram. 

Addirittura c'è chi allega anche l'immagine di una bolletta della Serafe avvolta dalle fiamme. Molti gli utenti che si vantano di gettare le fatture, senza pagarle. 

Per Serafe, l'azienda che è subentrata alla Billag per la riscossione del canone, non si tratta di una novità: «Da sempre ci capita che venga messa in discussione la legittimità della richiesta in fattura, o la base giuridica. E le richieste in relazione alla pandemia non sono mancate» conferma a 20 Minuten Erich Heynen, responsabile della comunicazione per Serafe. Ma non si è assistito ad un'impennata di reclami in seguito all'epidemia. 

Tuttavia Heynen ricorda che se si riceve la fattura, bisogna pagarla. E se ciò non avviene, viene seguito l'iter di ogni altra bolletta non pagata. «Esistono poche eccezione per quanto riguarda Serafe, come le persone che ricevono prestazioni complementari. Ma in quel caso non ricevono nemmeno la fattura». 

La SRF conferma che i feedback (critici e costruttivi) sono aumentati, sia tramite il servizio clienti che sui canali social. «La pandemia ha avuto un forte impatto sulla vita quotidiana della popolazione svizzera» ha commentato Lea Jenni, del dipartimento comunicazione della SRF. L'impressione che la SRF abbia parlato della pandemia in modo sbilanciato e non abbia dato alle voci critiche abbastanza possibilità di essere ascoltate è probabilmente nata perché SRF ha trasmesso per settimane le conferenze stampa del Consiglio federale e dell'UFSP. «Tuttavia, le domande critiche dei giornalisti sono state sempre trasmesse, e le dichiarazioni sono state ulteriormente riprese in maniera critica nei vari notiziari della SRF», ha dichiarato Jenni. E, dall'altra parte, la SRF è stata anche accusata di criticare troppo fortemente il Consiglio federale.

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