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SVIZZERA
24.01.21 - 15:010

La seconda ondata ha "steso" un giovane su tre

Depressione e stress in aumento tra gli svizzeri dai 14 ai 24 anni. Lo dice uno studio dell'Università di Basilea

La percentuale è aumentata con la seconda ondata. L'esperta: «Manca il confronto con i coetanei, la casa è un ambiente troppo controllato»

Fonte 20 Minuten/ Bettina Zanni
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

BERNA - Non compaiono nelle statistiche mediche. Eppure ci sono anche loro tra le vittime della pandemia. I giovani tra i 14 e i 24 anni sono un gruppo a basso rischio, dal punto di vista ospedaliero, ma hanno manifestato un crescente malessere psicologico negli ultimi mesi. 

Lo dice un sondaggio condotto dai ricercatori dell'Università di Basilea, dove è attivo un gruppo di studio sullo stress generato dal Covid (Swiss Corona Stress Study).  A novembre, il 18 per cento degli intervistati ha dichiarato di soffrire di gravi sintomi depressivi. Le cose sembravano diverse ad aprile durante il lockdown: la percentuale di intervistati con sintomi depressivi gravi era del 9 per cento, e al momento dell'allentamento di maggio del 12 per cento.

I sintomi sono particolarmente comuni (29 per cento) tra i 14 ei 24 anni. Con l'aumentare dell'età, la depressione diminuisce. Solo il 6 per cento degli over 65 dichiara di soffrirne.

Anche lo stress mentale è aumentato. Mentre la percentuale di persone che hanno riportato il massimo stress era di circa l'11 per cento durante il lockdown di aprile, è salita al 20 per cento nella seconda ondata di novembre.

Secondo lo studio, la mutata situazione lavorativa, scolastica o formativa causata dal Covid-19 è uno dei principali driver dello stress psicologico e dei sintomi depressivi. Altri fattori sono il peso delle perdite finanziarie legate al Covid-19, il peso dell'aumento dei conflitti interni e la paura del futuro. Questi fattori - sottolineano i ricercatori - sono attualmente giudicati più gravosi dagli intervistati rispetto ad aprile.

Anche le restrizioni sociali, e non ultima la paura che un proprio famigliare o parente possa ammalarsi gravemente, hanno inciso nel cocktail. Alexandra Ray, psicologa dell'età infantile e dell'adolescenza, sottolinea l'incidenza dell'isolamento sociale per i giovani. «Molti di loro trascorrono il tempo libero da soli in camera loro, e talvolta anche le lezioni scolastiche, se sono sottoposti a quarantena». Il confronto con persone della stessa età è quindi in gran parte assente, o avviene solo online.

Anche i conflitti domestici aumentano, perché i giovani si sentono più controllati. «I genitori sono sempre a casa. Di conseguenza, alcuni adolescenti sentono di essere monitorati sia a scuola che nel tempo libero» osserva Ray. Il problema si aggrava quando la famiglia vive in condizioni di vita anguste. Una reazione comune è la mancanza di stimoli: i ragazzi non vogliono alzarsi la mattina, soffrono di problemi di sonno. In casi estremi, si arriva all'introversione e a sviluppare pensieri suicidi. 

I social network in questo contesto non sono per forza negativi, anzi offrono una valvola di sfogo. Così come le passeggiate all'aperto, il praticare hobby domestici come la musica, o la pittura. Un altro consiglio degli psicologi: cucinare in famiglia, fare giochi di società. «Tutto quello che aiuta a frenare i pensieri negativi, e a concentrarsi su qualcosa di bello, in questo momento è di grande importanza». 

Commenti
 
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Meiroslnaschebiancarlengua 1 mese fa su tio
Siamo diventati una società di ricottini magri. I nostri avi hanno dovuto affrontare carestie, guerre e anche peggio e non sono andati a piagnucolare dallo psicologo.
lollo68 1 mese fa su tio
È il quarto articolo che ne parla! Magari era meglio che le restrizioni riguardassero le persone a rischio visto che ne risentono meno a livello psicologico. Sono quelle che incontro sempre nei negozi! Avendo 4 adolescenti posso solo confermare che a loro mancano le competizioni sportive, il cinema, i ristoranti, le feste. Neanche gli amici possono venire in casa.😥 Potrebbero incontrare gli amici sul treno visto le temperature!🤭
Mauz 1 mese fa su tio
Ha steso anche un anziano su due se per questo...solo che l’anziano l’ha steso veramente. Aggiungo che la pandemia ha solo evidenziato problemi famigliari che erano già presenti ma non emergevano per il mancato confronto in famiglia.
lecchino 1 mese fa su tio
Non è stata la seconda ondata ma i nostri governanti con decisioni improvvide, inutili, contrastanti e incomprensibili.
pillola rossa 1 mese fa su tio
Gli unici che non ne soffrono sono gli asociali e i maniaci-compulsivi.
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