Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
12.01.21 - 09:040
Aggiornamento : 10:07

Parmelin difende le scelte di Berna

Il presidente della Confederazione sui casi di rigore: «I Cantoni devono semplificare le procedure per le aziende»

E sulla capacità di prestito durante la crisi: «Non va dimenticato che si tratta di denaro pubblico e che il debito un giorno andrà ripagato».

BERNA - Il presidente della Confederazione Guy Parmelin risponde alle critiche mosse nei confronti del governo in merito alle restrizioni nell'ambito della lotta al Covid-19 e al sostegno a imprese e privati. In un'intervista pubblicata oggi da La Liberté"e i suoi giornali partner, il consigliere federale parla di «decisioni ben ponderate» e «prudenza di fronte all'ignoto».

«Vedo la mia presidenza come rivolta verso l'interno del Paese», ha detto il ministro dell'economia. Bisogna assicurarsi il sostegno della popolazione in un periodo in cui sono state adottate misure sanitarie estremamente severe che comportano conseguenze anche psicologiche, prosegue Parmelin.

Eppure le critiche rivolte all'operato dell'esecutivo sembrano tutt'altro che diminuire. Interrogato sul perché il Consiglio federale non sfrutti maggiormente la sua capacità di prestito durante la crisi, il vodese ha risposto che essa va utilizzata in maniera giudiziosa. «Non va dimenticato che si tratta di denaro pubblico e che il debito un giorno andrà ripagato».

Riguardo alle indennità per il lavoro ridotto, Parmelin si dice sorpreso che la gente abbia difficoltà ad accedervi. Tuttavia, vi è da considerare che le amministrazioni responsabili sono al limite delle loro capacità operative, sottolinea, sia in termini di personale sia di strumenti informatici, a causa di ritardi nelle installazioni dovuti all'epidemia. Inoltre è anche possibile che le richieste siano mal formulate, ipotizza il ministro.

Parmelin ha poi ribadito che il governo questa settimana sicuramente allenterà le regole sui casi di rigore, così da ampliare la possibilità di farvi ricorso e concedere maggior margine di manovra ai Cantoni. Essi però dovranno semplificare le proprie procedure o persino raggrupparsi fra di loro.

La messa a punto degli aiuti nei casi di rigore è attualmente la priorità. Alcuni Cantoni stanno già pagando: «Disponiamo di 2,5 miliardi di franchi», ricorda Parmelin. Bisogna però evitare di cambiare ancora una volta le regole del gioco, facendo perdere tempo prezioso alle aziende, dichiara il presidente della Confederazione.

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