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SVIZZERA
04.01.21 - 17:370
Aggiornamento : 21:01

Il Covid riporta le auto agli anni '70

Annata nera per il mercato svizzero con un calo del 24 per cento di nuove immatricolazioni

Nel 2020 si è però assistito al raddoppio della quota da parte delle motorizzazioni alternative. Una crescita che però non è necessariamente destinata a continuare senza incentivi e nuove postazioni di ricarica

BERNA - Bisogna mettere la retromarcia e indietreggiare di 40 anni per trovare un anno altrettanto nero per il mercato dell’automobile in Svizzera (e in Liechtenstein). Nel 2020 le vetture nuove immatricolate nei due paesi sono state 236.828, ben 74.638 unità in meno rispetto all’anno precedente (pari al -24%). Per aver un risultato altrettanto magro, secondo l’associazione auto-swiss che ha fornito le cifre, bisogna tornare alla crisi petrolifera degli anni ‘70.

La propulsione alternativa decolla - Ciò non significa che il 2020 abbia marciato sul posto. Sempre secondo i dati diffusi oggi, negli ultimi dodici mesi c’è stato un boom delle auto con propulsori alternativi che hanno conquistato il 28,2% delle vendite complessive (nel 2019 la percentuale era stata del 13,1%). L’obiettivo “10/20” di auto-swiss, che puntata a una quota del 10% di auto elettriche o ibride plug-in, nel 2020 è stato pure superato del 4,3%. Nonostante tutto, il peggio per i venditori di auto sembra alle spalle. Nel prossimi dodici mesi la previsione è di raggiungere le 270.000 nuove immatricolazioni. Come nel 2019, il mese di dicembre è stato il migliore dell’anno, sebbene le immatricolazioni siano state inferiori del 15%. La quota di modelli ibridi, elettrici, a gas e a idrogeno messi in circolazione lo scorso mese è stata tuttavia doppia passando dal 21 al 42,4%.

Tutti i nodi dell'elettrico - Le previsioni per l’anno appena iniziato sono, come detto, migliori, anche se la quota 270mila nuove vetture vendute, secondo il portavoce di auto-swiss Christoph Wolnik, «poggia sull’ipotesi che gli effetti negativi del Covid-19 saranno presto attenuati». Quanto alla spinta verso la propulsione non-benzina, o alternativa, non bisogna attendersi che la forte crescita del 2020 si ripeta necessariamente quest’anno: «La scelta dei modelli non aumenterà allo stesso ritmo, e numerosi clienti esitano ancora a optare per i motori senza combustione. Gli incentivi troppo deboli o quasi inesistenti e lo sviluppo troppo lento delle postazioni di ricarica rappresentano ancora degli ostacoli da superare» conclude Wolnik.

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