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VALLESE
03.01.21 - 14:210
Aggiornamento : 18:33

Assembramenti a Zermatt? Per le autorità va tutto bene

"Covid angels" si aggiungono a forze dell'ordine e agenti di sicurezza per strada, davanti ai negozi, tra gli sciatori

Il direttore di Zermatt turismo: «Sugli impianti di risalita e le piste da sci abbiamo la coscienza pulita. La situazione negli ospedali vallesani si è ampiamente attenuata».

ZERMATT - «A Verbier e a Zermatt sarà come a Baghdad». Così si era espresso prima di Natale il presidente del consiglio di stato vallesano (ed ex presidente del PPD) Christophe Darbellay, promettendo controlli a tappeto nei comprensori sciistici per garantire il rispetto dei piani di protezione. Le piste sciistiche del canton Vallese erano infatti finite al centro della polemica già a inizio mesi, quando le foto degli assembramenti alla funivia di Verbier avevano fatto il giro del mondo.

Da allora, le misure sono stati accresciute, come pure i controlli sul rispetto delle norme anti Covid-19. Ma Zermatt è una località turistica molto frequentata e siamo in periodo di vacanze. Inoltre, è uno dei (pochi) cantoni in cui si può sciare. Quindi i turisti non mancano. E gli assembramenti, o le distanze non mantenute, capitano, come dimostra la foto giunta in redazione e scattata ieri da un lettore.

Ma, stando alle autorità locali, si tratterebbe di eccezioni. Il direttore di Zermatt turismo, Daniel Luggen, si dice infatti soddisfatto: «Ci è subito stato chiaro che saremmo stati sotto alla lente d'ingrandimento - ha dichiarato al Blick -, e che avremmo dovuto dare l'esempio». E sull'apertura delle stazioni sciistiche commenta: «Abbiamo la coscienza pulita. La situazione negli ospedali vallesani si è ampiamente attenuata dopo le chiusure di dicembre. Il numero di letti occupati in terapia intensiva è ben al di sotto della media svizzera».

Per questo, le strade sono pattugliate da persone munite di giubbotto arancione che invitano la gente a mettere correttamente la mascherina, a mantenere le distanze. Anche lì dove gli sciatori sono in fila per prendere il treno. Sono 150 - spiega ancora il Blick - i "Covid Angels" impiegati a Zermatt. Sono il braccio destro di forze dell'ordine e agenti di sicurezza privati. Per la località di montagna, davanti ai negozi e agli impianti di risalita. E il bilancio delle autorità, per ora, sembra positivo.

«Vogliamo che i nostri ospiti si sentano al sicuro e a proprio agio, nonostante la situazione - ha aggiunto il sindaco Romy Biner-Hauser -. Poter prendersi una pausa dalla vita di tutti i giorni è ancora più importante quest'anno. Permettete a Zermatt di essere ciò che è sempre stata».

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