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LUCERNA
22.12.20 - 17:460
Aggiornamento : 18:30

A Lucerna "la bomba della ristorazione fa tic-tac"

I ristoratori sono scesi in piazza per esprimere la loro collera e chiedere maggiori aiuti.

LUCERNA - Circa 500 persone attive nel settore della ristorazione sono scese in piazza oggi a Lucerna per chiedere maggiori aiuti da parte dello Stato nel pieno della crisi del coronavirus. La manifestazione si è svolta nel primo giorno di chiusura di bar e ristoranti, ordinata dal Consiglio federale.

Servendosi di fischietti, mestoli e pentole i dimostranti hanno fatto rumore per esprimere la loro collera e richiamare l'attenzione della popolazione sulle loro rivendicazioni, rispondendo così all'invito dell'associazione Gastro Lucerna. "25 anni, cuoco, futuro incerto", "Chi ordina paga" o "Aiutare ora", si poteva leggere sugli striscioni.

Avevano con loro anche una bomba finta sulla quale vi era scritto "La bomba della ristorazione fa tic-tac". Secondo Gastro Lucerna, il principio dei casi di rigore stabilito dalla Confederazione e dai Cantoni è insufficiente per salvare il settore. Per beneficiare dell'aiuto statale occorre presentare un calo del fatturato di almeno il 40% rispetto all'anno precedente.

La grande maggioranza non ha raggiunto la soglia del 40%, ha detto a Keystone-ATS Patrick Grinschgl, presidente di GastroRegionLuzern: aiuterebbe davvero i ristoratori abbassare tale soglia al 34%. Inoltre, l'associazione chiede un indennizzo a fondo perso del 30% delle entrate del mese precedente con effetto retroattivo al primo dicembre.

Occorre adattare il principio dei casi di rigore in modo da garantire una flessibilità nella ripartizione tra prestiti e aiuti a fondo perso, sottolinea Grinschgl. La perdita delle entrate deve inoltre essere calcolata su base trimestrale. I ristoratori lucernesi chiedono anche una ripartizione della copertura degli affitti - di un terzo ciascuno - tra proprietari, potere pubblico e locatari, come avviene in altri cantoni.

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