Archivio Keystone
SVIZZERA
14.12.20 - 12:310
Aggiornamento : 15:18

«Siamo molto preoccupati»

Stamani il consigliere federale Alain Berset ha incontrato la Conferenza dei direttori cantonali della sanità

Negli scorsi giorni da più parti sono state chieste misure più severe per evitare il collasso del sistema sanitario

BERNA - Gli appelli arrivano da più parti. Le misure decise la scorsa settimana dal Consiglio federale per contenere l'aumento dei contagi da Covid-19 sembrano non bastare. Oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha segnalato, per le ultime 72 ore, altri 10'726 casi (in media 3'575 al giorno), 193 nuovi decessi e 445 ricoveri.

Gli ospedali universitari hanno lanciato l'allarme: i letti disponibili nelle cure intense sono sempre meno, il personale di cura sta arrivando ai suoi limiti e da ottobre le cinque strutture hanno rinviato oltre quattromila interventi. La temuta terza ondata dopo Natale porta allora i direttori degli ospedali in questione a chiedere misure più severe per evitare il collasso.

Un appello simile è giunto dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), che proprio stamani ha incontrato il consigliere federale Alain Berset. Alle 12.30 ha avuto luogo un incontro coi media, a cui hanno preso parte il ministro Berset e Lukas Engelberger, presidente della CDS. Se la diffusione della malattia non rallenterà, il Consiglio federale annuncerà nuove misure il prossimo venerdì 18 dicembre.

Il virus «deve rallentare» - «La situazione attuale ci preoccupa. L'obiettivo deve restare quello di ridurre il numero dei contagi giornalieri, portando il fattore di riproduzione del virus sotto lo 0,8». Così Berset al termine dell'incontro con i direttori cantonali della sanità. Una decisione relativa a eventuali nuovi provvedimenti, ha ricordato il consigliere federale, sarà presa il prossimo venerdì. Ma nel frattempo è già cominciata la consultazione dei Cantoni. Si proseguirà comunque seguendo la “via Svizzera”, fornendo delle disposizioni di base. E i Cantoni possono adottare provvedimenti più severi.

Il ministro della sanità ha aggiunto: «È chiaro che se la chiusura delle attività alle 19 non funziona, il passo successivo non è anticipare la chiusura alle 17». Ma il Consiglio federale potrebbe decretare la chiusura totale di ristoranti e negozi, come aveva già annunciato la scorsa settimana. E non è escluso che provvedimenti più severi possano scattare già prima di Natale.

Personale sanitario al limite - Nella situazione attuale, Berset non ha mancato di manifestare preoccupazione per il personale sanitario. Personale che è sotto pressione e che sta arrivando al limite. Il consigliere federale ha assicurato di essere consapevole che si tratta di un momento difficile per tutta la società. «In qualche modo dobbiamo riuscire a uscire da questa situazione».

Il vaccino - Berset ha anche fatto il punto sul vaccino, ricordando che sinora la Svizzera ha riservato circa 15 milioni di dosi. Considerando che per ogni persona ne sono necessarie due, attualmente sarà possibile somministrarlo a circa 7,5 milioni di cittadini. È comunque dapprima necessaria l'autorizzazione da parte di Swissmedic. I Cantoni saranno tuttavia presto pronti per la distribuzione del vaccino.

Le misure «non sono sufficienti» - Lukas Engelberger ha affermato che i direttori cantonali della sanità sostengono le disposizioni adottate negli scorsi giorni dal Consiglio federale. «Ma sono provvedimenti che non bastano» ha detto. Per affrontare la pandemia, soprattutto ora è necessaria - ha sottolineato Engelberger - un'indicazione precisa su come superare i giorni festivi. Le regole - secondo il presidente della CDS - vengono accettate meglio «se c'è una chiara uniformità». E ha ribadito: «I numeri devono scendere». Anche la popolazione «deve fare la sua parte».

«Dobbiamo evitare il collasso» - Anche Engelberger ha parlato del personale sanitario, che è confrontato con un periodo particolarmente difficile e impegnativo. E ha ricordato: «Non possiamo strapazzare il nostro sistema sanitario, altrimenti a gennaio rischiamo il collasso».

I Cantoni comunque non vogliono un lockdown, ha spiegato ancora il presidente della CDS. «Chiediamo misure più soft di un lockdown» ha affermato, spiegando di non poter scendere nel dettaglio.

Non rispettare le regole «è pericoloso» - Il consigliere federale Berset ha preso posizione sul mancato rispetto delle regole. E ha parlato del caso dell'associazione dei panettieri che ha invitato a non osservare la chiusura domenicale. «È pericoloso, perché poi siamo costretti ad adottare misure più severe. All'estero è tutto chiuso con un'incidenza di casi più bassa». Un appello del genere è quindi «controproducente».

Stazioni sciistiche: «Le regole ci sono» - Si parla ancora di stazioni sciistiche. Sollecitato dai giornalisti in sala, Berset ha ricordato che «le condizioni per aprire gli impianti sono state stabilite». Si tratta di una limitazione di capacità sugli impianti di risalita e di piani di protezione. «Tocca poi ai Cantoni rilasciare o meno l'autorizzazione». La questione non riguarda lo sci di fondo, come hanno ricordato le autorità. «All'esterno il rischio di contagio è basso, quindi praticando lo sci di fondo si ha un certo margine di sicurezza» ha spiegato Patrick Mathys, capo della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell'UFSP.

Test a tappeto invece del lockdown - Lo scorso weekend nel sud dei Grigioni è stato dato il via a test a tappeto. Potrebbe essere un'alternativa a un lockdown? «Se si constaterà una diminuzione dei contagi, si potrà valutare l'adozione di tale strumento» ha detto ancora Mathys.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
FOTO
SVIZZERA / GERMANIA
2 ore
Auto strapiena di marijuana
I doganieri tedeschi hanno intercettato una vettura elvetica su cui erano presenti 53 chili di sostanza stupefacente
SVIZZERA / BRASILE
2 ore
Svizzero rapito e ucciso in Brasile
L'omicidio, avvenuto a Goianésia, sarebbe legato a un debito di circa 2'000 franchi.
SVIZZERA
4 ore
Covid: salgono i casi, ricoverati stabili
I pazienti Covid occupano ora l'1,8% dei posti letto complessivi.
SOLETTA
4 ore
Clienti “influencer” per andare in palestra senza Covid Pass
Lo stratagemma è stato adottato in una struttura solettese, ma è poi stato segnalato alle autorità
BERNA
5 ore
Scontro tra un auto e un treno
È successo nel Canton Berna. Fortunatamente non si registrano feriti
FOTO
ZURIGO
6 ore
Entrano in casa, li legano, e fuggono con gioielli e denaro
La polizia è alla ricerca dei malviventi autori di un colpo avvenuto, questa mattina, in una villetta a Oberengstringen.
SVIZZERA
6 ore
Lungo autostrade e ferrovia c'è energia da sfruttare
Con l'installazione d'impianti fotovoltaici sui ripari fonici, si potrebbero ricavare 101 GWh all'anno
BERNA
7 ore
Per cambiare sesso bastano 75 franchi
Una modifica di legge permette di sveltire il cambio nello stato civile.
SVIZZERA
7 ore
Un anno in più di Covid Pass dopo la terza dose
Durante la conferenza stampa di ieri gli esperti avevano erroneamente detto che il pass non sarebbe stato prolungato.
SVIZZERA
18 ore
Terza dose. Con quale vaccino? Da quando? E il certificato?
Domande e risposte sulla vaccinazione anti-Covid di richiamo, approvata oggi da Swissmedic per le persone a rischio
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile