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SVIZZERA
08.12.20 - 18:430
Aggiornamento : 20:39

Dieci persone a Natale e Capodanno, cinque gli altri giorni?

Il Consiglio federale ha messo in consultazione nuove misure più restrittive. Venerdì si decide.

Prevista la chiusura di ristoranti e negozi alle 19 e la domenica. Se non bastasse, il governo potrebbe decretarne la chiusura totale dal 18 dicembre.

BERNA - Il Consiglio federale annuncerà l'11 dicembre nuove misure per frenare la diffusione del coronavirus. Fra queste la chiusura di ristoranti, negozi e attività sportive alle 19.00 e un limite di 5 persone appartenenti ad al massimo due nuclei famigliari per gli eventi privati. Se neppure queste bastassero, il governo potrebbe decretare la chiusura totale di negozi e ristoranti il 18 dicembre.

Negli ultimi giorni diversi cantoni hanno adottato o annunciato misure supplementari. Il Consiglio federale intende però renderle uniformi a livello nazionale e rafforzarle, visto il peggioramento della situazione epidemiologica. Nella riunione dell'11 dicembre deciderà quindi quali provvedimenti applicare da sabato 12 dicembre e fino al 20 gennaio.

Le misure - Il governo ha presentato ai cantoni diverse proposte. Un primo pacchetto dovrebbe servire a un migliore coordinamento dei provvedimenti fra tutti i cantoni, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset. In primis la chiusura alle 19.00 e la domenica di ristoranti, negozi e mercati, attività ricreative e sportive. Per gli eventi privati il numero massimo di persone provenienti da due nuclei familiari dovrebbe essere fissato a 5 a livello nazionale, ad eccezione delle celebrazioni dal 24 al 26 dicembre e il 31 dicembre dove sarebbero consentiti 10 presenti.

Gli eventi pubblici invece verrebbero vietati (sono escluse le celebrazioni religiose e delle assemblee legislative) e anche le attività culturali (comprese quelle scolastiche) sarebbero sospese. Il Consiglio federale inoltre propone di introdurre un «meccanismo di escalation» se la situazione non dovesse migliorare. Questo permetterebbe di decretare chiusure supplementari.

Indennizzi - Infine è necessario sostenere finanziariamente chi subisce questa situazione, ha aggiunto Berset. I dipartimenti sono stati incaricati di esaminare le misure per un eventuale indennizzo dei settori più colpiti e di presentare proposte adeguate entro il 18 dicembre.

Tre pilastri - «Sappiamo che siamo in una fase critica, specie perché ci approcciamo alle festività natalizie. Ma si tratta di salvaguardare la salute e anche di scongiurare danni economici», ha detto Simonetta Sommaruga. «La cosa peggiore in una pandemia è se reagisci troppo tardi e questo va evitato». Per questo è stata messa in atto una politica "dei tre pilastri": misure immediate (quelle in consultazione), ulteriori misure se la situazione dovesse peggiorare (18 dicembre), mentre il terzo pilastro è rappresentato dal sostegno ai settori colpiti.

«Non siamo riusciti a ridurre i numeri» - «La seconda ondata ci ha colpito duramente. Speravamo di ridurre i numeri ma non ci siamo riusciti, i numeri sono rimasti fermi a un livello molto alto», ha detto invece Alain Berset, precisando che la Svizzera si trova di fronte a questa situazione per la prima volta. «A marzo i numeri sono stati rapidamente ridotti, ora solo in parte. Ecco perché è necessario adottare misure uniformi e più rigorose»

In tutta la Svizzera, poi si vedrà - «La prima parte del pacchetto di misure si applica a tutta la Svizzera. Le ulteriori misure, che potrebbero arrivare il 18 dicembre, potrebbero invece essere nuovamente imposte a livello regionale», ha spiegato Berset, commentando anche i numeri della Svizzera romanda: «Erano estremamente elevati. Adesso si sono stabilizzati, grazie ad esempio alla chiusura dei ristoranti, ma sono ancora troppo alti».

Perché non subito? - Al momento - è stato inoltre spiegato - non è necessario tornare alla situazione straordinaria perché la legge Covid e altri strumenti hanno posto le basi per poter prendere le decisioni necessarie. Proprio per questo motivo è necessaria la consultazione dei Cantoni prima d'intervenire. La situazione è comunque diversa rispetto a quella di marzo. Ecco perché i commerci, almeno per ora, non vengono chiusi.

Treni e frontalieri - Durante le domande, è stato chiesto pure se il Consiglio federale si sia occupato anche della sospensione del traffico ferroviario con l'Italia. Sommaruga: «Non era un tema della riunione odierna. Siamo però alla ricerca di soluzioni per i cantoni interessati e per i frontalieri. Sarete informati il prima possibile».

 

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