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ZURIGO
03.12.20 - 23:350

Svizzera o Austria: chi sta facendo meglio nella lotta al Covid?

A differenza della Confederazione, l'Austria ha optato per un altro lockdown in autunno.

Come stanno attraversando la seconda ondata di Coronavirus i due Paesi? Facciamo un confronto.

ZURIGO - Come molti altri paesi in Europa, l'Austria è in lockdown dal 17 novembre. Il commercio e le scuole potranno riaprire lunedì prossimo, come ha annunciato mercoledì il cancelliere Sebastian Kurz. I ristoranti e gli hotel rimarranno chiusi fino al 7 gennaio e le attività sciistiche, durante le festività natalizie, saranno possibili solo per i residenti. Il Governo ha stabilito anche che dalle 20 alle 6 di mattina vigerà il divieto di uscire di casa se non per lavoro, necessità o esercizio fisico all’aria aperta.

Al contrario, la Svizzera fa affidamento su blocchi regionali parziali e una maggiore responsabilità personale: «La via svizzera è un caso speciale rispetto all'Europa», ha affermato recentemente il medico cantonale di Basilea Città, Thomas Steffen. 20 Minuten, oggi, fa un paragone tra le diverse strategie del ministro della Salute Alain Berset e del cancelliere Sebastian Kurz, mostrando come queste influenzino l'economia e il tasso di mortalità.

Deceduti - Negli ultimi giorni l'Austria ha contato 796 casi di coronavirus ogni 100.000 abitanti, in Svizzera erano 656. In Austria sono ricoverate in ospedale per Covid-19 oltre 4.400 persone, di cui 691 in unità di terapia intensiva. In Svizzera, fino a mercoledì, c'erano 2.933 pazienti con Covid in ospedale, di cui 494 persone nel reparto di terapia intensiva.

Entrambi i Paesi hanno registrato un significativo tasso di mortalità nelle ultime settimane. L'Austria attualmente sta andando un po' meglio rispetto al nostro Paese. La Svizzera, che ha un numero leggermente inferiore di abitanti rispetto all'Austria, ha avuto 2.813 decessi a causa della pandemia dal 1° settembre, in Austria sono 2.463.

Economia - Dal punto di vista economico, le cose stanno chiaramente andando meglio in Svizzera. Durante il blocco di marzo, l'economia svizzera è crollata fino al 10% in poche settimane, ma si è ripresa rapidamente da giugno. Nella seconda ondata non c'è stato invece un crollo paragonabile a quello primaverile. L'attività economica, dall'inizio alla metà di novembre, è stata inferiore di quasi il 2% rispetto all'anno precedente.

Al contrario, l'economia austriaca è crollata dopo il blocco parziale del 2 novembre e il blocco a metà novembre, anche se con minore intensità rispetto alla primavera. Nella prima settimana di lockdown, la produzione economica è diminuita dell'8,5% circa. Nelle prossime settimane, la Banca nazionale austriaca prevede un divario di oltre il 10 per cento rispetto all'anno precedente.

La Svizzera è in testa anche se si considera un periodo più ampio (tutto l'anno): le ultime previsioni federali parlano di un calo del PIL di poco inferiore al 4 per cento nell'anno in corso. L'UE prevede che il PIL austriaco diminuirà di un buon 7% nel 2020.

Prospettive - È difficile fare previsioni sugli sviluppi futuri. Una cosa è chiara: anche se il governo svizzero prevede inasprimenti in alcuni settori, le misure in Austria rimarranno significativamente più severe nelle prossime settimane. Oltre alle chiusure parziali, l'Austria introdurrà anche una quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio. Venerdì, invece, inizierà i test di massa. Il Governo austriaco spera che diversi milioni di persone vi faranno ricorso per spezzare la catena dell'infezione.

Vaccinazioni - Le strategie di vaccinazione dei due paesi sono simili. L'Austria vuole avviare le vaccinazioni nelle case di riposo a gennaio e ha firmato contratti preliminari per 16,5 milioni di dosi. Anche la Svizzera dovrebbe ricevere le prime dosi alla fine di gennaio. Il cancelliere federale austriaco Sebastian Kurz stima che sarà possibile "tornare alla normalità in estate". E questo è anche l'obiettivo del Consiglio federale.

Guardare alla Germania - Per Olivia Keizer, epidemiologa dell'Università di Ginevra e membro della task force scientifica anti-Covid, la Svizzera non dovrebbe orientarsi verso l'Austria, ma guardare alla Germania. «Lì, con misure mirate, è stato possibile mantenere il numero di casi e decessi a un livello notevolmente inferiore. L'Austria e alcuni cantoni svizzeri, invece, hanno reagito molto tardi». In molti cantoni, il numero di casi e il tasso di positività sono stati allarmanti. Le dure misure adottate dai cantoni francofoni, tuttavia, ne hanno ridotto drasticamente il numero, afferma Keizer. «Ora bisognerà vedere se le misure adottate nella Svizzera tedesca sono state effettivamente sufficienti per ridurre il numero di casi», aggiunge. Per quanto riguarda i testi di massa, Keiser conclude: «Sarà interessante vedere se questa strategia funzionerà».

Jan-Egbert Sturm, direttore del direttore del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), sostiene che la Svizzera non è ancora fuori dai guai, e così pure l'economia. «Da un punto di vista accademico, è ancora troppo presto per giudicare quale strategia sia migliore».

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