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SVIZZERA
03.12.20 - 00:300

Telelavoro obbligatorio? Gli imprenditori non ci stanno

Venerdì il Consiglio federale dovrebbe annunciare una stretta sui provvedimenti anti-coronavirus

Si parla anche di lavoro a distanza. Ma c'è preoccupazione per il futuro delle PMI

Fonte 20 Minuten / Daniel Graf
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

Telelavoro

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Sono in molti coloro che nelle ultime settimane sono tornati a lavorare da casa, così come già la scorsa primavera. Per ora il telelavoro è soltanto una raccomandazione, ma la situazione potrebbe cambiare da venerdì, quando il Consiglio federale dovrebbe annunciare un giro di vite sugli attuali provvedimenti anti-coronavirus.

E si parla appunto anche di telelavoro che - secondo una bozza della nuova ordinanza di cui è entrato in possesso anche 20 Minuten - potrebbe diventare praticamente obbligatorio. I datori di lavoro dovrebbero quindi adottare «le misure tecniche e organizzatorie necessarie». Una stretta che dovrebbe valere fino al prossimo 20 gennaio per limitare la diffusione del coronavirus durante le festività. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) avrebbe avanzato una proposta in tal senso già lo scorso ottobre, come scrive il Blick.

«Possiamo direttamente chiudere i battenti» - Non è comunque ancora chiaro se ci sarà un obbligo o meno. Ma secondo la testata d'oltre San Gottardo, su questo punto all'interno del Consiglio federale i pareri sarebbero contrastanti. E c'è preoccupazione anche nei settori economici, che temono un aumento dei costi. «Se le piccole imprese devono mandare a casa tutti i lavoratori, allora possono direttamente chiudere i battenti» afferma Roland Rupp, presidente dell'Associazione svizzera delle PMI.

Rupp fornisce quindi un esempio: un'impresa di pittura con quattro operai e una persona che si occupa della contabilità. Quest'ultima dovrebbe lavorare da casa. «Ma nelle imprese artigianali di queste dimensioni, non è tutto digitalizzato: gli imbianchini non vanno in giro con un tablet». Ricevute, rapporti e altro sono quindi ancora cartacei. Come fare? Gli operai dovrebbero recarsi a casa del contabile per fornirgli la documentazione. Oppure andrebbe previsto un incontro in ufficio, «rendendo quindi insensato il lavoro da casa».

«Un'ondata di fallimenti» - Per Rupp la questione è chiara: «Se la vita delle PMI viene resa più complicata con un obbligo di telelavoro, dobbiamo prepararci a un'ondata senza precedenti di fallimenti e chiusure». Già nella situazione attuale, l'associazione riceve tra le cinque e le dieci notifiche al giorno relative a piccole imprese che stanno chiudendo.

Anche secondo Rudolf Minsch di Economiesuisse, un obbligo di telelavoro porterebbe con sé diversi problemi: «Gli obblighi non sono mai una buona cosa, in quanto non tengono in considerazione le situazioni specifiche delle singole aziende». Se si fa di tutta l'erba un fascio, per molte ditte non ci sarebbe più un rapporto corretto tra costi e benefici: «Se un dipendente abita a cinque minuti dal posto di lavoro, dove ha un ufficio singolo, non ha senso mandarlo a casa».

Meno produttività - Ma un provvedimento del genere creerebbe problemi anche a imprese più grandi, quali i fornitori di servizi finanziari, come afferma Balz Stückelberger, responsabile dell'associazione dei datori di lavoro delle banche in Svizzera: «Nel settore già un buon cinquanta percento dei collaboratori lavora da casa. Una situazione, questa, sopportabile per un lungo periodo». Se il provvedimento dovesse scattare obbligatoriamente per tutti i dipendenti per cui sia possibile dal punto di vista tecnico, si assisterebbe in particolare a un aumento dei problemi psicosociali: «Lavorare per mesi da casa, da soli, ha un impatto sulla psiche, che a sua volta ha conseguenze sulla produttività». Proprio per far fronte a questo fenomeno, già ora l'associazione noterebbe un aumento delle richieste di consulenza.

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