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SVIZZERA
02.11.20 - 11:520

Gli anziani svizzeri si sentono «penalizzati»

E respingono le critiche dei giovani, specie in fatto di ecologia. Lo dice un sondaggio

BERNA - I cittadini elvetici temono una società divisa e distante: un terzo di essi è preoccupato per il divario sempre più crescente tra giovani e anziani, ma soprattutto è sempre più diffusa la percezione che le persone siano svantaggiate a causa della loro età. È quanto emerge dal barometro generazionale 2020 condotto dall'istituto di ricerca Sotomo per la "Casa delle generazioni" (GenerationenHaus) di Berna.

A inquietare i 3'285 partecipanti al sondaggio - condotto solo nella Svizzera tedesca e in Romandia - ci sono però anche altri fattori: ad esempio il divario tra ricchi e poveri (71%), destra e sinistra (57%), nonché città e campagna (49%).

Più della metà delle persone intervistate ha avuto l'impressione, negli ultimi cinque anni, che la propria età abbia portato a degli svantaggi. Secondo lo studio, pubblicato oggi, la pandemia di coronavirus non potrà che esacerbare ulteriormente tali differenze.

Tra gli intervistati, la fascia di popolazione più giovane - dai 18 ai 24 anni - non si dice particolarmente insoddisfatta della vita, nonostante le limitazioni imposte di recente. Al contrario, il 39% delle persone tra i 65 e i 74 anni si considera "penalizzato".

Tuttavia, l'attuale situazione a livello mondiale e l'incertezza che avvolge il futuro spaventa i giovani: il 42% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni d'età indica di essere piuttosto pessimista poiché le prospettive intaccano speranza e fiducia. Il 51% segnala dal canto suo svantaggi dovuti all'età. I partecipanti allo studio, in generale, ritengono inoltre che soprattutto i giovani saranno particolarmente colpiti dai cambiamenti ambientali e climatici.

Quest'ultimo tema mostra che i giovani adulti, in particolare, attribuiscono grande importanza a un comportamento ecologico (68%). Questa proporzione diminuisce continuamente con l'aumentare dell'età. Tuttavia, sono i baby boomer - coloro nati tra il 1946 e il 1964 - a considerarsi i più rispettosi del clima, sebbene ciò non rifletta necessariamente il loro stile di vita, sottolinea lo studio.

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