Archivio Keystone
SVIZZERA
22.10.20 - 18:300
Aggiornamento : 20:19

Scienziati svizzeri denunciano la pericolosità dell'aerosol

Gli esperti chiedono all’UFSP d'inserire nella sua strategia di difesa anche le infezioni attraverso le goccioline

BERNA - Il dibattito su quanto siano realmente infettive le goccioline più piccole che fluttuano nell’aria prima di evaporare, emesse mentre si parla o si respira, è ancora aperto. L’Organizzazione Mondiale della Salute in estate - su input di alcuni scienziati - ha ammesso questa possibilità di contagio, dichiarando però che le goccioline più piccole svolgono un ruolo davvero minore. 

Il tema è tornato d'attualità visto che ormai siamo in piena seconda ondata, e ora diversi esperti svizzeri e scienziati internazionali chiedono all’OMS, e quindi anche all’Ufficio federale della salute, di fare chiarezza sull’argomento.  Sono dell’opinione che le autorità sanitarie hanno sottovalutato il pericolo rappresentato dagli aerosol. Le goccioline - a loro dire - circolano nell’aria per diverse ore negli ambienti scarsamente ventilati, e non c’è distanza che tenga per evitare il contagio. Dieci illustri professori e studiosi dell’aerosol hanno evidenziato che molti contagi si sono registrati in bar, discoteche, perfino nei cori e in quelle occasioni dove si canta o si è costretti a urlare per farsi sentire.

Mettono le persone in pericolo - «Sappiamo della trasmissione di aerosol già da questa estate. Da allora le prove che si tratta di un'importante via d'infezione sono aumentate di numero», ha dichiarato l'epidemiologa Emma Hodcroft dell'Università di Basilea. L’UFSP dovrebbe quindi includere anche informazioni sulla trasmissione tramite aerosol nella sua campagna contro il coronavirus. «Va sottolineato - spiega - che la trasmissione in ambienti chiusi e poco ventilati può avvenire anche su una distanza di oltre due metri».

L'epidemiologa mette anche in dubbio la regola del metro e mezzo di distanza, questa creerebbe tra le persone un falso senso di sicurezza. «Le autorità avrebbero dunque ingenuamente consentito alle persone d'imbattersi in situazioni pericolose non aggiornando le loro raccomandazioni». Non è l’unica a pensarla in questo modo. 

Scuole e uffici come fonti d'infezione? - Sulla stessa lunghezza d’onda è professoressa di epidemiologia Olivia Keizer dell'Università di Ginevra. Anche lei è convinta che una distanza di 1,5 metri al chiuso non è sufficiente. Lo dimostrerebbero le infezioni registrate nei grandi eventi. «L’UFSP dovrebbe consultare i libri e finalmente riconoscere il problema dell'aerosol» spiega la professoressa giudicando del tutto inutili il recente obbligo dell’uso della mascherina e il consiglio di lavorare da casa. «Stare seduti per ore senza mascherina in un’aula scolastica puo’ rivelarsi pericoloso, perché l'aerosol contribuisce a diffondere il virus». In questi casi diventa importante effettuare una ventilazione regolare degli ambienti o permettere all’aria di entrare nelle stanze.

L’Ufficio federale della salute ordina un nuovo rapporto - L'Ufficio federale della salute non ha la più pallida idea di quante infezioni ci possono essere state con una distanza superiore a un metro e mezzo. Il consiglio che ha dato più volte è stato quello di rispettare la regola del distanziamento. Ma per quanto riguarda l’aerosol l’UFSP ha ordinato un nuovo rapporto alla Task Force Covid della Confederazione. Il capo della Task Force, Martin Ackermann, ha già fatto sapere che ci sono nuove prove del contagio. Se ne saprà qualcosa in più nella giornata di venerdì, in occasione della conferenza stampa da Berna.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
SVIZZERA
23 min
La Comco scopre un accordo nel settore IT
A esserne toccata è stata anche la Banca nazionale. Previste sanzioni per 55mila franchi.
LUCERNA
10 ore
«Non posso lasciare morire mio figlio»
Danyar ha una rara malattia ereditaria. I medici gli hanno dato tre anni di vita. Ma c'è una possibilità di salvezza.
SVIZZERA
11 ore
La "puntura svizzera" ci guarirà dal Covid?
Il trattamento made in Switzerland finanziato da Novartis: al via la fase di test clinici
VALLESE
15 ore
Incidente aereo: «È stato impressionante»
Tragedia sfiorata oggi pomeriggio in Vallese. E le foto sono a dir poco suggestive
SVIZZERA
16 ore
Il virus rende difficili le vacanze invernali
Il settore turistico elvetico è confrontata con un calo delle prenotazioni: -19% a Natale e -18% a febbraio
SVIZZERA / MONDO
16 ore
Ne uccide di più la sigaretta che il virus
Lo rivela la Lega Polmonare Ticinese nel mese della prevenzione e della promozione della salute polmonare.
ZURIGO
17 ore
Incriminato per un delitto di 23 anni fa
Già in prigione per una brutale rapina, l'uomo dovrà rispondere dell'uccisione di una 87enne a Küsnacht.
FRIBURGO
18 ore
«I residenti sono sempre più depressi e si lasciano morire»
Il grido d'allarme è stato lanciato dalle EMS del canton Friburgo.
ZURIGO
18 ore
A incendiare la chiesa è stato un 15enne
Il minore è stato arrestato. Danni per decine di migliaia di franchi
SVIZZERA
18 ore
Berset ricattato, inchiesta sull'Mpc
L'autorità di vigilanza vuole capire se la Procura federale ha agito correttamente
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile