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BERNA
18.10.20 - 10:060
Aggiornamento : 14:02

Covid: l'epidemiologo Christian Althaus chiede misure urgenti

A suo avviso, se si agisce subito, la Svizzera ha il potenziale per uscire relativamente bene dalla crisi.

L'alternativa? La perdita del controllo della situazione, già prima dell'inizio dell'inverno.

BERNA - Per evitare un ulteriore peggioramento della situazione, dalle colonne della "SonntagsZeitung" l'epidemiologo bernese Christian Althaus esorta le autorità ad adottare velocemente ulteriori misure protettive per arginare la pandemia di coronavirus.

«Condizioni perché il virus si espanda» - Ogni quattro settimane a partire da giugno, ha fatto notare lo specialista membro della task-force che sostiene il Consiglio federale, «i casi d'infezione confermati sono raddoppiati e, con l'inizio dell'autunno, il virus trova condizioni favorevoli per espandersi poiché le persone passano più tempo al chiuso».

Avanti di questo passo, ancor prima dell'inizio dell'inverno la Svizzera avrà perso completamente il controllo, mette in guardia Althaus.

Il virus, ha aggiunto, si sta diffondendo anche in zone che finora hanno registrato molti pochi casi d'infezione e che finora hanno avuto un atteggiamento meno guardingo nei confronti della malattia, come dimostra il caso di Svitto, dove si è sviluppato un focolaio a causa di un concerto di Jodel. «Questo tipo di manifestazioni è l'ultima cosa che ci si può permettere nel corso di una pandemia», ha dichiarato al domenicale.

«Paese al limite» - La Svizzera si trova già ora al limite per quanto attiene al contact tracing e ai test. Il numero di positivi sta salendo rapidamente e il virus si diffonde sempre di più senza venir rintracciato. Potrebbe insomma ripetersi la situazione della scorsa primavera.

Althaus è preoccupato dal fatto che molte autorità non intravvedano il bisogno di adottare rapidamente provvedimenti mirati per arginare la pandemia. Ogni giorno conta, per Althaus, secondo cui simili misure andavano adottate già due settimane fa.

A suo avviso, se si agisce subito, la Svizzera ha il potenziale per uscire relativamente bene dalla crisi. «Abbiamo le risorse economiche e buone condizioni sanitarie», ha spiegato, mentre la popolazione sembra ben disposta nei confronti dei provvedimenti restrittivi.

Commenti
 
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Antonella Del Fabbro 1 mese fa su fb
E chi è questo ?
jettero75 1 mese fa su tio
Si ma cosa vuoi mettere in più? le mascherine la mettono tutti e non è che la gente anche senza si sputa addosso goccioline come fanno credere, eppure il virus avanza, non è che per caso la mascherina diventa vettore dal momento che nessuno la cambia ogni giorno come si dovrebbe ma che nessuno ammette?
Marta 1 mese fa su tio
..e nelle scuole? dove è impossibile tenersi a distanza utile? forse oltre alla mascherina, dimezzare le classi e alternare le lezioni e consegnare più compiti a casa. gli studenti imparerebbero anche a saper lavorare da soli..cosa che attualmente non hanno un tempo sufficiente. causa programmi troppo esagerati. Meglio sapere meno ma andare più a fondo di qualunque cosa..
marco17 1 mese fa su tio
Per uscirne in fretta lasciamo circolare il virus, limitandoci a proteggere le persone che per l'età e lo stato di salute sono a rischio. Finiamola con la volontà demenziale del tracciamento e con le quarantene inutili. E ricordiamoci che durante il picco di crisi in primavera, l'occupazione massima dei letti per terapia intensiva a livello svizzero era del 40% (meno di un letto su due, dunque).
Gus 1 mese fa su tio
@marco17 Non puoi proteggere le persone a rischio se lasci circolare il virus e non applichi tracciamento e quarantene. Se poi prima di parlare tutti avessero avuto qualche morto in famiglia, si esprimerebbero diversamente.
Don Quijote 1 mese fa su tio
@marco17 Il virus è solo un prurito, il problema che vedo è la demenziale fobia che continua a crescere!
seo56 1 mese fa su tio
Chiudere palestre, limitare le capacità di bar e ristoranti al 40%, controlli e se del caso contravvenzioni negli EP e bus..
streciadalbüter 1 mese fa su tio
Ha ragione.
Romeo Rossi 1 mese fa su fb
Non si può uscire da una situazione del genere finché non esiste un coordinamento a livello europeo, le frontiere sono aperte e ogni paese si confronta col virus in maniera diversa!
Omar Della Chiesa 1 mese fa su fb
Romeo Rossi sono in parte d’accordo. Alcune misure devono essere coordinate... altre però dovrebbero essere fatte su misura... in base al territorio, al comportamento della popolazione e alla capacità degli ospedali. Personalmente, ma non sono virologo, non mi preoccupano gli asintomatici e le cifre da testate giornalistiche, mi preoccupano i ricoverati e coloro che necessitano di strumenti specifici (come cure intense)... li arriviamo velocemente al collasso. Non dimentichiamoci una cosa... di cui nessuno parla. Possiamo anche avere 10’000 posti letto, ma mancano gli infermieri specializzati. Anche quello che abbiamo iniziano ad essere cotti... psicologicamente in primavera hanno vissuto momenti difficili... quanto una persona riesce a reggere situazioni come quelle di marzo? Dietro in camice c è un essere umano!
Gabrielle Marie Trautmann Zenoni 1 mese fa su fb
piuttosto chiudete le frontiere e ogni uno per se . Tutto questo è da manicomio...e lasciate vivere normale la Svizzera 🇨🇭
Romeo Rossi 1 mese fa su fb
Omar Della Chiesa abbiamo avuto 7 mesi per prepararci. Gli infermieri e i medici si trovano e ci si organizza come in tempi di guerra come hanno già fatto molti paesi asiatici!
Omar Della Chiesa 1 mese fa su fb
Romeo Rossi si può fare tutto... però non siamo asiatici e gli infermieri non hanno riposato in estate... inoltre l’Asia ha il maggior numero di suicidi nel mondo... alla base basterebbe davvero mascherina, lavarsi e fare un po’ attenzione... se non si fa l’impegnava e gestibile
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