Keystone
BERNA
15.10.20 - 11:210
Aggiornamento : 17:07

I contagi aumentano. «La situazione è seria. Peggio dei nostri vicini»

Simonetta Sommaruga in conferenza stampa ha invitato tutta la popolazione a collaborare per fermare la pandemia

BERNA - In considerazione del costante aumento dei contagi da coronavirus in Svizzera, questa mattina si è tenuto un vertice di crisi tra il Consiglio federale e i rappresentanti dei Cantoni. I contenuti di questo incontro vengono ora resi noti in una conferenza stampa a Berna. A prendere la parola per prima è stata la Presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga. "I contagi stanno aumentando rapidamente, insieme ci appelliamo alla popolazione affinché contribuisca a tenere il virus sotto scacco. Tutti devono collaborare. Frenare la diffusione del virus. Prima reagiamo e meno saranno le limitazioni per la popolazione e per dell'economia». 

La Sommaruga ha evidenziato l'importanza della collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni nelle scambio delle informazioni. «Tuti abbiamo un interesse comune: impedire l'avanzamento del virus. Ci siamo riusciti per un po', poi i contagi sono aumentati in maniera esponenziali. Quindi è fondamentale che Cantoni e Confederazione si scambiano informazioni, dobbiamo lavorare insieme affinché i contagi possano calare». Nuovamente ha sottolineato l'importanza dell'uso della mascherina, dell'igiene delle mani, e continuare su questa via in maniera costante. «Il punto - ha spiegato - non è emanare nuove regole, ma attuare le norme esistenti in modo più coerente. Il governo federale vuole attenersi alla situazione speciale e non tornare alla situazione eccezionale».  La Sommaruga non ha escluso la possibilità di mettere tra le future norme anche quella di dover lavorare con la mascherina, o di incentivare il telelavoro.

Durante la conferenza stampa ha preso la parola anche Christian Rathgeb, presidente della Conferenza dei governi cantonali. Ha tenuto a precisare che il sistema federale funziona.  «Il nostro federalismo è resiliente e flessibile. È giusto che i Cantoni adottino misure differenziate a livello regionale. Tuttavia, la pandemia può essere contenuta solo con misure coordinate in modo ottimale». 

Impedire un nuovo lockdown - "È importante prevenire a tutti i costi un secondo lockdown", ha spiegato Rathgeb sottolineando che la chiusura totale avrebbe effetti economici devastanti. Quindi l'appello ai cittadini: contribuire a frenare nuovamente i numeri.

Peggio dei nostri vicini - Anche il ministro della salute Alain Berset si è soffermato sulla tragicità dei nostri dati.  «La Svizzera sta attualmente peggio dei suoi vicini. L'evoluzione della pandemia è rapidamente peggiorata negli ultimi giorni. Non sono più solo i giovani a essere infettati. L'età media è in aumento. Anche il numero dei ricoveri è in rapido aumento, anche se attualmente è ancora sotto controllo».

Cosa dovrebbe fare la popolazione? - Berset ha elencato ciò che è necessario fare per evitare il peggio: eliminare i contatti non necessari, lavarsi le mani, mantenere le distanze, indossare la mascherina. Anche la tracciabilità dei contatti è estremamente importante. È importante non prendere nuove misure troppo tardi». 

Situazione preoccupante - Anche Lukas Engelberger, presidente della Conferenza svizzera dei direttori della sanità, ha condiviso le preoccupazioni di Alain Berset. "La situazione è preoccupante", ha detto Engelberger. "Vedremo solo tra due settimane come l'incremento dei contagi potrà o meno riempire gli ospedali". Durante la conferenza stampa è stato più volte sottolineato che tutti i Cantoni sono ora chiamati a ripensare a una loro strategia per contenere i contagi. «Mi aspetto un inasprimento delle misure in alcuni Cantoni come ad esmepio  quello di ampliare l'obbligo della mascherina» ha detto Lukas Engelberger.

Preoccupazione per l'economia - Urban Camenzind, vicepresidente della Conferenza dei direttori economici, si è soffermato sulle conseguenze economiche per il nostro Paese. Si sa che i cantoni saranno colpiti in modo diverso, alcuni dovranno attendesi un calo del PIL di oltre il 10 per cento, altri saranno solo leggermente in rosso. Camenzind non ha dubbi, bisogna scongiurare un secondo blocco. "Le aziende e i cantieri devono rimanere aperti".
La recessione (-3,8 per cento) sarà minore del previsto, ha affermato il segretario di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch a nome del ministro dell'Economia Guy Parmelin, attualmente in quarantena. Ma anche lei ha espresso preoccupazione. «Solo se conteniamo di nuovo il virus possiamo proteggere l'economia. Continuiamo con le regole di base: mantenere le distanze, lavarsi le mani, indossare le mascherine. «La Confederazione, i Cantoni e il settore privato devono collaborare insieme per contenere l'aumento dei casi», ha affermato infine Ineichen-Fleisch.

Arrivano ora le domande dei giornalisti 

Le misure cantonali saranno maggiormente uniformate?
Simonetta Sommaruga non ha dato una risposta precisa. "Quando ho parlato che ci troviamo in una situazione particolare significa che i Cantoni sono leader nelle loro scelte. Ma ci deve anche essere uno scambio tra Cantoni e Confederazione.

Esistono altre misure a livello federale?
Il presidente della Conferenza svizzera dei direttori della sanità, Engelberger ha messo in conto che i regolamenti per gli eventi privati ​​potrebbero subito una ulteriore restrizione. "Non possiamo stare attenti nei contesti ufficiali, e poi lasciarci andare e non rispettare più nulla durante un aperitivo». 

È necessario un obbligo delle mascherine in tutta la Svizzera?
«Il tema maschera è forse quello che dovrebbe avere una regolamentazione a livello nazionale", ha dichiarato Engelberger, riferendosi anche all'obbligo di indossarla nei trasporti pubblici. Ma è di fondamentale importanza che anche i Cantoni possano fare delle scelte al di là della Confederazione.

Come viene istituzionalizzata la cooperazione tra Confederazione e Cantoni?
Risponde Christian Rathgeb, presidente della Conferenza dei governi cantonali, sottolineando che la cooperazione è regolata dalla legge, sia in tempi normali che in quelli eccezionali. Le misure e le informazioni vengono scambiate a livello regionale.

Cosa accadrà quando gli ospedali sono sovraccarichi?
«Questa è davvero una sfida per tutti i Cantoni», ha risposto Engelberger, presidente della Conferenza svizzera dei direttori della sanità. «Vogliamo evitare uno scenario del genere. Dobbiamo trattare allo stesso modo tutti i pazienti, anche quelli che non hanno il Covid e sono in ospedale. Lo scambio tra Cantoni e ospedali ha funzionato bene in primavera. Non vedo motivo per cui questo non dovrebbe più funzionare». Interviene subito Berset: «La situazione non può essere paragonata a febbraio e a marzo. Ora sappiamo con che cosa abbiamo a che fare, abbiamo esperienza».

Entro quando si possono prevedere decisioni concrete?
«Molto presto. Avete sentito oggi come funziona la cooperazione tra Confederazione e Cantoni. Siamo convinti che sia necessario agire e che debba essere fatto rapidamente », ha risposto la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. «Ma senza l'aiuto della popolazione, le nuove misure non saranno di alcuna utilità».

Ci sarà nel weekend la fine dei grandi eventi?
«Direi di no», ha detto Berset. «Gli eventi sono approvati si più livelli. Come ha confermato uno studio reso noto oggi, si presume che i grandi eventi non siano attualmente il principale motore della pandemia grazie ai loro concetti di protezione».

Avete detto che bisogna agire in fretta, ma perché il Consiglio federale non può fornire dati precisi?
«Cosa vogliamo decidere in questo momento? Abbiamo strutture decisionali a cui aderiamo. Il Consiglio federale può prendere nuove decisioni ogni giorno», ha affermato Sommaruga. La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità si terrà domani. Molti cantoni hanno già preso determinate decisioni.

E con un «Ci rivedremo sicuramente presto» Simonetta Sommaruga ha concluso la conferenza stampa.

 

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